Pagina:Storia della geografia (Luigi Hugues) - 2.djvu/57

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ponticum, quod modo Brachium Sancti Georgii ad indigenis dicitur», ed il cronacista aggiunge che altravolta questo mare era, dalla nota favola di Frixos e di Helle, chiamato Ellesponto, od ancora Propontico perchè serve di vestibolo al Ponto: spinte in avanti da due potentissimi fiumi, il Danubio e il Tanai, le acque si scaricano, scorrendo lentamente dirimpetto a Troia, nel mare Adriatico o Tirreno. Ottone non faceva adunque nessuna distinzione tra la Propontide (Mar di Marmara) e l’Ellesponto, dava al Danubio inferiore una direzione generale da settentrione a mezzodì, e considerava come un mare solo l’insieme dell’Egeo, dell’Adriatico e del Tirreno.

La Russia è ben conosciuta da Adamo di Brema, il quale dice che essa è posta ad oriente dei Polacchi, è abitata dai Ruteni ed è la più remota e, nello stesso tempo, la maggiore delle provincie dei Vendi. La capitale della Russia è Chive (Kiew), rivale di Costantinopoli. Il Mar Nero, limite meridionale dell’Europa orientale, trae, in alcuni cronacisti, il suo nome di Mare Rucenum dalla Russia: così in Helmold.




Capitolo III.


La geografia matematica presso gli Arabi — Le navigazioni degli Arabi — L’Africa interna — La costa orientale dell’Africa — Asia — Europa — Geografia generale.


17. La Geografia matematica presso gli Arabi. — In quasi tutti gli scritti che ci rimangono degli autori arabi ed orientali la forma sferica della Terra ed il suo isolamento nello spazio sono posti fuori di ogni dubbio. Il solo Ibn-el-Wardi, scrittore arabo del secolo XIII, rammenta, per mera incidenza, che, mentre gli uni consideravano la Terra come una tavola, altri le davano una forma emisferica, altri quella di un corpo cavo. E Abulfeda (secoli XIII e XIV) si mostra partigiano della vera teoria quando afferma che, se due viaggiatori, l’uno camminando ad occidente l’altro ad oriente, si incontrano nel loro comune punto di partenza, il primo