Pagina:Storia della geografia (Luigi Hugues) - 2.djvu/71

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

– 65 –


È certo che gli Arabi visitarono e conobbero tutto il paese, per cui scorre il Nilo1. Notisi tuttavia che i loro geografi dànno questo nome non solo al classico fiume d’Egitto, ma lo estendono a pressoché tutti i grandi fiumi del continente africano. Così il vero Nilo è detto Nilo d’Egitto; il fiume Azzurro porta il nome di Nilo di Habesch; il Giub è chiamato Nilo della costa degli Zengi cioè dello Zanguebar; il Komadogu affluente del lago Tsade è designato col nome di Nilo del Sudan; il Nigir è detto Nilo di Ghana. Da questa comunanza di nome doveva scaturire, come conseguenza necessaria, che tutti i fiumi dell’Africa formassero un solo sistema fluviale, colle sue arterie principali irradianti verso tutti i punti dell’orizzonte; e colle sue sorgenti in un grande nodo centrale. Il che fu causa di molte supposizioni erronee e di inutili tentativi, in ispecie da parte dei Portoghesi; i quali, nelle loro spedizioni africane, si lusingarono di poter penetrare, per qualcuno dei fiumi occidentali, insino al meditullio del continente; e di qui ancora, per acqua, sino alla Nubia ed all’Abissinia2.

I geografi arabi sono concordi nel porre le prime vene, che alimentano il fiume d’Egitto, in certe montagne situate verso il 10° grado di latitudine meridionale, alle quali si dava il nome di Montagne della Luna, nel che la loro idrologia del Nilo non differiva da quella di Claudio Tolomeo3. Secondo Massudi (secolo X) il Nilo esce da un lago di dimensioni sconosciute, il quale giace là ove le notti ed i giorni sono sempre di uguale durata. Il fiume principale manda quindi un ramo laterale verso il mare di Zendsch (Oceano Indiano). Edrisi (secolo XII) pone nel mezzo del continente i Monti della Luna (Gebel-el-Komr): da questi sorgono dieci fiumi, cinque dei quali si radunano in un lago, e gli altri cinque in un secondo lago. Questi due bacini lacustri hanno ciascuno tre emissari i quali

  1. Malfatti, Scritti geografici, pag. 458.
  2. Malfatti, Op. cit., pag. 461; Peschel, Geschichte der Erdkunde, 2a edizione, pag. 151.
  3. V. Parte prima, pag. 90.
Hugues, Storia della Geografia, II. 5