Pagina:Storia della geografia (Luigi Hugues) - 2.djvu/89

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 83 —

Greenwich), attraverso le Alpi di Karatau1 a sud-est della moderna città di Turkestan, ed entrò nella valle del Talas, fiume del quale Rubruk dice che si perdeva in paludi e non sboccava nel mare. Quivi egli ebbe, a sud-est, delle montagne molto alte, ramificazioni occidentali del Tien-scian, o forse la stessa grande catena». Questa opinione del critico inglese si può accogliere in ogni sua parte, come quella che è confermata sia dal fiume Talas, che in realtà si perde nel lago stepposo detto Karakul, sia dalle alte montagne che ne determinano la valle superiore, tra cui la catena nevosa designata dai moderni esploratori Russi col nome di Catena Alexandra2. Secondo altri autori, il fiume, di cui è cenno nella relazione, sarebbe la Tschui che, abbandonata la sua valle superiore per mezzo della selvaggia e profonda gola di Buam — tra la catena Alexandra ad occidente e l’Alatau transiliano ad oriente — scorre nella direzione generale di ovest-nord-ovest, e si getta, dopo un lungo sviluppo, in un lago detto Saumal-Kul. Ma questa ipotesi cade dirimpetto alla semplice considerazione, che, appunto per la grande distanza del Saumal-Kul dalle alte montagne che tutto ci induce a ritenere come identiche colla catena Alexandra, il monaco francescano si sarebbe trovato nell’assoluta impossibilità di avere alcuna notizia di quel lago delle steppe3.


  1. L’illustre critico erra dicendo che nel suo viaggio a mezzogiorno Rubruk attraversò il Karatau: ciò è contraddetto da quanto si legge nella relazione stessa del monaco francescano, che cioè solo al settimo giorno egli giunse in vista di altissime montagne.
  2. Nella carta 20 delle Geographische Mitteilungen (1879), la quale accompagna la relazione dei viaggi del dottore Regel nell’Asia Centrale, il Talas è rappresentato come perdentesi alla superficie stessa del terreno, e a sud-ovest di questa foce, che diremmo negativa, sono indicati alcuni laghi paludosi, di cui i principali portano i nomi di Tschekai-Kul e di Kara-Kul.
  3. Le distanze dei luoghi in cui il Talas e la Tschui abbandonano le loro valli superiori dagli sbocchi sono rispettivamente, in linea retta, di 170 e di 680 chilometri.