Pagina:Storia della letteratura italiana - Tomo I.djvu/120

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Parte II. 81

di lui figliuolo1, Apollodoro2, Carcino3, Sofrone4, ed altri, tutti Comici Siciliani, de’ quali con molta lode veggiamo dagli antichi Scrittori farsi menzione, e Empedocle, e Soficle, e Acheo5 valenti Tragici, secondo il testimonio de’ medesimi. Ristringerommi soltanto a dire di alcune cose appartenenti al Teatro, che da’ Siciliani furono ritrovate6.

XIII.

Epicarmo primo Scrittor di Commedie.

Il sopra mentovato Epicarmo da Platone vien detto sommo nella Commedia: Poetarum in utroque poemate summi, in Comoedia Epicharmus, Homerus in Tragoedia7. Ma non è questa la maggior lode, che ad Epicarmo si debba. Non solo egli fu eccellente nello scriver Commedie, ma ne fu anche il primo Autore. Ne abbiamo una indubitabile pruova nell’Epigramma di Teocrito fatto in onor di questo Poeta, in cui egli espressamente è chiamato Vir Comoediam inveniens Epicharmus. Egli è vero, che qualche più antico vestigio di Commedia noi troviamo in alcuni Scrittori. Ma, come osserva il Quadrio8, benchè vi fosse qualche rozzo ed incolto genere di Poesia, che col nome appellavasi di Commedia, Epicarmo però fu il primo, che sul Teatro introdusse gli Attori, e il favellare a dialogo, e quindi quella, che è veramente Azione Drammatica della Commedia. E questo è egli pure il parere di Aristotele e di Solino9, che chiaramente dicono aver la Commedia avuto cominciamento in Sicilia. Certo, come riflette il Quadrio sopraccitato dopo l’Ab. d’Aubignac, non si è ancor potuto trovare frammento di Commedia Drammatica più antico di que’ d’Epicarmo. Fu egli al

  1. Fabr. ib. p. 779. 780.
  2. Id. ib. p. 745.
  3. Id. ib. p. 672. & 750.
  4. Id. ib. p. 788.
  5. Id. ib. p. 663. 676. 691.
  6. De’ molti Teatri, che erano nella Sicilia e nella Magna Grecia, di que’ Poeti Drammatici, de’ quali quì ed altrove abbiam fatta menzione, e di più altri per amor di brevità da noi ommessi o soltanto accennati, più distinte notizie si posson vedere nella bell’Opera del Sig. D. Pietro Napoli Signorelli intitolata le Vicende della Cultura nelle due Sicilie (T. I. p. 138. &c.p. 195. &c.p. 215. &c.) E certo come i Teatrali Spettacoli, i combattimenti letterarj, gli onori accordati agli uomini dotti, e l’indole medesima del governo ebber non picciola parte ne’ rapidi e meravigliosi progressi, che gli studj fecero in quella, che propriamente dicevasi Grecia, così pretto i popoli ancora della Magna Grecia e della Sicilia, che reggevano alla stessa maniera, ebber successi egualmente felici.
  7. In Theæteto.
  8. Tom. V. p. 10.
  9. Arist. Poet. c. V. Solin. Polyhist. c. XI.