Pagina:Storia della letteratura italiana - Tomo I.djvu/143

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104 Storia della Letteratura Italiana.


passò in poter de’ Romani; e allora la lingua de’ vincitori dovette assai più ampiamente propagarsi tra’ vinti. Veggiam di fatto pochi anni appresso, cioè l’anno 514 Livio Andronico natio di queste Provincie, come mostreremo tra poco, produrre prima di ogni altro sul Teatro Romano un’Azione drammatica; e poco appresso veggiam seguito l’esempio di Andronico da Nevio, da Ennio, da Pacuvio, tutti natii delle Provincie medesime. Sulla fine del secolo stesso, cioè l’anno di Roma 572 i Romani, volendo quasi mostrare di conceder per grazia ciò, ch’essi desideravano, permisero a que’ di Cuma di usare ne’ pubblici Atti della lingua latina: Cumanis eo anno petentibus permissum, ut publice latine loquerentur, & præconibus latine vendendi jus esset 142. Assai maggiori progressi dovette ivi fare la Lingua Latina, quando dopo la guerra Marsica fu a que’ popoli accordato l’anno 663 il diritto della Cittadinanza. Di fatto Strabone, il quale scriveva ne’ primi anni di Tiberio, si duole, che poche Città allor rimanessero, che potesser tuttora appellarsi Greche. Adeoque eorum crevit potentia, dice egli parlando de’ Greci, che andarono ad abitare quelle Provincie143 , ut ista regio & Sicilia nomine Magnæ Greciæ censerentur. At nunc Tarento, Regio, & Neapoli exceptis, omnia in barbariem sunt redacta, aliaque Lucanis & Brutiis, alia a Campanis obtinentur, ab his quidem verbo, reapse a Romanis, sunt enim & ipsi Romani. Vedrem di fatto, che in queste tre Città, e in Napoli singolarmente, si mantenne ancor per più secoli la lingua Greca insieme però colla Latina, anche allor quando la Greca era in tutta l’Italia quasi interamente dimenticata. La Sicilia venne in poter de’ Romani al finire della guerra Cartaginese l’anno 552, e quello perciò dovette essere il tempo, in cui la lingua Latina cominciò ad esservi adottata, singolarmente in grazia de’ Magistrati Romani colà mandati a governarla. Ivi però ancora continuò per più secoli ad esser coltivata l’antica lingua, e ne vedremo più indicj ne’ secoli susseguenti.