Pagina:Storia della letteratura italiana - Tomo I.djvu/230

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Parte III. Libro III. 191

Successor fuit hic tibi, Galle: Propertius illi;
Quartus ab his serie temporis ipse fui.

Nacque nell’Umbria, come egli stesso afferma1; ma in qual Città precisamente nè egli il dice, nè verun altro antico scrittore. Quindi, come suole avvenire, non vi ha quasi Città nell’Umbria, che nol voglia suo. Ognuna ne adduce argomenti e pruove, che a lei sembrano convincenti, ma che dalle altre si giudicano di niun peso in confronto alle loro. Veggansi intorno a questa contesa la prefazione del Brouckuse all’edizion di Properzio da lui premessa a’ suoi comenti su questo Poeta, il Giornale de’ Letterati d’Italia2, le Memorie di Trevoux3, gli Atti di Lipsia4, e singolarmente la Nuova Raccolta di opuscoli scientifici5ec., in cui una lunga ed erudita Dissertazione si legge di Monsig. Fabio degli Alberti Vicario Generale di Sinigaglia, nella quale con assai forti argomenti dimostra, che la Patria di Properzio fu Bevagna. Il Volpi conghiettura, che l’importuno ciarlone, cui sì elegantemente deride Orazio6, altri non fosse che Properzio. Ma troppo deboli sono tai conghietture, nè par verisimile, che Orazio parlasse con tal disprezzo di un egregio Poeta. Callimaco e Fileta Poeti Greci furon quegli, ch’egli nelle sue Elegie prese ad imitare, e aprì in tal modo una nuova strada a’ Latini Poeti, com’egli stesso si vanta7. Il suo stile in fatti non è lo stil di Catullo, nè quel di Tibullo. Superiore ad amendue nella vivacità della fantasia e nella forza dell’espressione, è nondimeno inferiore nella grazia al primo, nella facilità e nell’affetto al secondo. Le sue Poesie ci mostran lo studio, che de’ Poeti Greci avea egli fatto, perciocché piene sono di favole, di figure, di espressioni Greche, che loro accrescono gravità e forza non ordinaria.

XXIV. A questa età medesima appartiene Grazio dalla sua patria soprannomato Falisco. Appena sapremmo, a qual tempo egli fosse vissuto, se Ovidio non avesse di lui e del suo Poema fatto menzione nel distico stesso, in cui parla di Virgilio, e con ciò indicato, che presso al tempo medesimo vissero amendue:


Ti-     

  1. L. I. El. XXII
  2. T. XXXV. Art. X.
  3. An. 1723. Mai p. 838.
  4. An. 1725. p. 363.
  5. T. VII. p. 61.
  6. L. I. Sat. IX.
  7. Lib. III. El. I.