Pagina:Storia della letteratura italiana - Tomo I.djvu/393

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altra quistione; e lecito era ad ognuno il dire liberamente ciò, che ne sentisse. Del che si è già parlato altrove. Pubbliche scuole erano propriamente quelle, che si tenevano da’ Gramatici e da’ Retori. Alcuni di questi sono stati già da noi nominati nell’Epoca precedente. Molti altri, che fiorirono al tempo, di cui parliamo, si annoverano da Svetonio ne’ due libri da lui scritti su questo argomento; e quindi non fa bisogno, ch’io ne ragioni diffusamente. Invece adunque di tessere una lunga e nojosa serie di Gramatici e di Retori illustri, solo accennerem qualche cosa alla Storia di quest’arti appartenente. E quanto a’ Gramatici, il loro impiego dapprima fu singolarmente spiegare, dichiarar, comentare i Poeti: Sunt enim explanatores, dice Cicerone1 , ut Grammatici Poetarum; ove vuolsi avvertire, che per lungo tempo solevano i Gramatici comentare i soli Poeti Greci. Quinto Cecilio Liberto di Attico2

fu il primo, al dir di

Svetonio, che intraprese a spiegare Virgilio e gli altri recenti Latini Poeti3 . Essi dicevansi ancora Literati o Literatores, col qual nome indicavasi un uomo non già profondamente istruito, ma