Pagina:Storia della letteratura italiana - Tomo I.djvu/70

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Parte I. 31

che gli autori dal M. Maffei arrecati a provar Toscano Pittagora son quegli stessi, che ci costringono a dubitar della patria di questo illustre Filosofo.

XXIX.

Confutazione de’ loro argomenti.

Un altro argomento ancora arreca il M. Maffei a comprovare il suo sentimento, cioè il detto di un cotal Lucio Pittagorico presso Plutarco, di cui narra questo autore, che Etruscum fuisse affirmavit eum (cioè Pittagora), non ut alii quidam, quod majores ejus Tyrrheni fuissent, sed ipsum in Etruria natum, educatum, institutum1. Questo argomento è sembrato sì valido all’erudito Canonico Filippo Lapparelli, che in una sua dissertazione sopra la nazione e la patria di Pittagora inserita nel tomo VI de’ Saggi dell’Accademia di Cortona di esso singolarmente ha voluto usare a provar, che Pittagora fosse Etrusco. Ma io mi maraviglio, che amendue questi valenti autori o non abbian letto, o abbiano dissimulato ciò, che soggiugne Plutarco stesso; il quale all’autorità del Pittagorico Lucio oppone quella di Teone Grammatico, cui introduce a favellare così: Magnum puto & non facile esse, evincere Pythagoram Etruscum esse2. E in vero l’argomento preso da’ Simboli Pittagorici, a cui singolarmente appogiavasi Lucio, e che nel luogo stesso da Teone vien confutato, anche la Bruckero è sembrato3 debole troppo e insussistente. Ella è dunque cosa dubbiosa in tutto ed incerta, che Pittagora fosse Etrusco. Questa gloria però non si può così facilmente negare all’Etruria, che in essa ancora per qualche tempo egli abitasse. Non già ch’io voglia pretendere, che, ove gli antichi Storici dicono, ch’egli abitò lungamente in Crotone città della Magna Grecia, si debba intender Cortona città dell’Etruria; che ciò dicesi senza alcun fondamento. Ma la vicinanza della Magna Grecia all’Etruria ne fa credere probabilmente, che dall’una all’altra passasse talvolta Pittagora, e che l’Etruria ancora ne’ suoi

    mente all’articolo precedente, in cui ne ragiona più a lungo, e dice, che fu genere Tyrrhenus, e che ancor giovinetto col padre dalla Tirrenia navigò a Samo. Sarà dunque questo il solo de’ cinque autori, che si producono per provar, che Pittagora fosse Etrusco, il qual veramente lo affermi. Ove vuolsi anche avvertire, ch’egli è il più recente tra tutti, e perciò il meno opportuno ad aggiugnere colla sua autorità nuovo peso a questa opinione, la quale continuerà ad essere tuttora dubbiosa ed incerta.

  1. Symposiac. lib. VIII Qu. VII.
  2. Ib.
  3. Hist. Crit. Philos. t. I pag. 994.