Pagina:Storia della letteratura italiana I.djvu/231

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in quel mondo de’ misteri e delle estasi, così popolare, nel mondo di Girolamo, di Francesco d'Assisi e di Bonaventura, dove la pittura attingea le sue ispirazioni.

Nella visione estatica lo spirito ha già un primo grado di santificazione, ha conquistato la sua libertà dal senso, ha già il suo paradiso; ma è un paradiso interiore, immagine e desiderio, e non sarà realtà, paradiso reale, se non quando quella luce e quelle immagini, vedute dallo spirito entro di sè, sieno fuori di sè, sieno cose, e non immagini. Il purgatorio è il regno delle immagini, uno spettro dell’inferno, un simulacro del paradiso.

Nella visione estatica lo spirito è attivo e conscio: nel sogno è passivo e inscio: è una forma di divisione superiore, non solo senza opera del senso, ma senza opera dello spirito; è visione divina, prodotta da Dio. Perciò il sogno sa le novelle anzi che il fatto sia e l’anima

Alle sue visïon quasi è divina.

Nel sogno si rivela il significato delle visioni e delle apparenze del purgatorio. Che cosa significano quelle pitture e quelle estasi? che cosa è il purgatorio? È il regno dell’intelletto e del vero, dove il senso è spogliato delle sue belle e piacevoli apparenze; e mostrato qual’è, brutto e puzzolento. L’apparenza è una sirena:

Io son, cantava, io son dolce Sirena,
Che i marinari in mezzo al mar dismago,
Tanto son di piacere a sentir piena.

Ma una donna Santa, la Verità, fende i drappi; e la mostra qual è, femmina balba e scialba, e mostra il ventre:

Quel mi svegliò col puzzo che ne usciva.

Vinto il senso e l’apparenza, si presenta a Dante in sogno l’immagine della vita, non quale pare, ma qual