Pagina:Storia della letteratura italiana I.djvu/243

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Io vidi già nel cominciar del giorno
Le parte orïental tutta rosata,
E l’altro ciel di bel sereno adorno
E la faccia del Sol nascere ombrata,
Sicchè per temperanza di vapori
L’occhio la sostenea lunga fïata:
Così dentro una nuvola di fiori,
Che dalle mani angeliche saliva
E ricadeva giù dentro e di fuori,
Sovra candido vel, cinta di oliva
Donna m’apparve sotto il verde manto,
Vestita di color di fiamma viva.

L’apparire di Beatrice è lo sparire di Virgilio. Qui l’astrattezza del simbolo è superata. Ti senti innanzi ad un’anima d’uomo. Quella donna è la sua Beatrice, l’amore della sua prima giovinezza; e Virgilio è il dolcissimo padre che sparisce, quando più ne aveva bisogno, quando era proprio come un fantolino in paura che si volge alla mamma, e si volge, e non lo vede più e lo chiama tre volte per nome nella mente sbigottita. Il mistero liturgico si trasforma in un dramma moderno.

E lo spirito mio che già cotanto
Tempo era stato che alla sua presenza
Non era di stupor tremando affranto,
Senza dagli occhi aver più conoscenza,
Per occulta virtù che da lei mosse,
D’antico amor sentì la gran potenza.
Tosto che nella vista mi percosse
L’alta virtù che già m’avea trafitto,
Prima ch’io fuor di puerizia fosse,
Volsimi alla sinistra, col respitto
Col quale il fantolin corre alla mamma,
Quando ha paura o quando egli è afflitto,
Per dicer a Virgilio: Men che dramma
Di sangue m’è rimaso, che non tremi:
Conosco i segni dell’antica fiamma.