Pagina:Storia della letteratura italiana I.djvu/469

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A questo modo si realizza questa grand’epoca, detta il Risorgimento, che dal Boccaccio si stende sino alla seconda metà del secolo decimosesto. Da una parte, mancati tutti gl’ideali, religioso, politico, morale, e non rimasta nella coscienza altra cosa salda che l’amore della coltura e dell’arte, il contenuto non ha alcun valore in sè stesso, e diviene una materia qualunque trattata a libito dall’immaginazione, che ne fa la sua creatura e spesso anche il suo gioco, un gioco che ha la sua idealità nell’ironia ariostesca, e trova la sua dissoluzione nella caricatura della Maccaronea. Mentre l’arte produce i suoi miracoli nella piena indifferenza del contenuto, come pura arte, un nuovo contenuto si forma e penetra nella coscienza, uno studio dell’uomo e della natura, che cerca la sua base nell’esperienza, e non nell’immaginazione e nelle vane agitazioni. Questo senso profondo del reale ti crea la scienza e la prosa, e ti segna nella Mandragora un nuovo indirizzo dell’arte.

Se dunque vogliamo studiar bene questo secolo, dobbiamo cercarne i segreti ne’ due grandi, che ne sono la sintesi, Ludovico Ariosto e Niccolò Machiavelli.



fine del primo volume.