Pagina:Storia della rivoluzione di Roma (vol. I).djvu/28

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18 discorso preliminare

a tristi conseguenze doveva condurre, nonostante come poteva impedire ciò che stavasi compiendo? Essa però non mancò al suo mandato. Parlò vario volte, pregò, esortò a voler desistere, ma la sua voce non venne ascoltata. E come poteva combattere con fucili e cannoni chi veniva coi canti e coi suoni, coi fiori e colle poesie a festeggiare il sovrano?

La rivoluzione che in Roma effettuavasi era parificabile ad un iniquo assassino, che celava sotto lo sue vesti un forbito pugnale; ma come riconoscerlo e schermirscme, so presentavasi sotto l’aspetto d’una gentile matrona, col sorriso sul labbra e nella mano un mazzolino di fiori?

E noi appunto pel desiderio di sceverare il vero dal falso, e la realtà dall’apparenza, c’inducemmo ad intraprendere questo lavoro. Tale fu lo scopo ed il fine che ci siamo proposti, a raggiungere il quale ponemmo ogni studio, e ci dedicammo alle più minuto investigazioni. E siccome di tutto si hanno ora lo prove nelle mani, non riescirà difficile a chi voglia per poco addentrarsi nello studio delle cose occorse, convincersene siffattamente da equivalere ad una geometrica dimostrazione.

Ci convenne pertanto passare tutto in rassegna; e raccogliere lo più minute particolarità per istudiare lo spirito ed i procedimenti della rivoluziono italiana, della quale, come dicemmo, Roma era divenuta il centro animatore; nel che fare, dovemmo esaminare tutti gli scritti che il movimento iniziato abbondantemente ci sopperiva. Senza queste premesse, sembrerebbe inesplicabile come per narrare i fatti accaduti in tre anni soltanto, fosse stato d’uopo di riempire tre volumi, a quanti appunto ammontano i nostri scritti.

Trattandosi di storia contemporanea sentimmo bene che qualche suscettibilità individuale avria potuto preferirci la oscurità che lascia le cose nel mistero, alla luce che tutto discuopre e palesa. Non pertanto non ci ristemmo dal dire ciò che c’incombeva, considerando che l’interesse dell’uni-