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| 422 | storia |
contessa Marchetti, moglie del ministro degli affari esteri secolareschi. Esse diceva così:
«Ultime notizie officiali giunte ieri sera per via straordinaria
ad un’ora e tre quarti di notte.
» Un distinto italiano partito da Milano ieri alle due pomeridiane, oltre al recarci il bullettino che precede, ci è stato largo dei seguenti dettagli che riferiamo colla maggiore possibile esattezza che per noi si possa.
» Le mosse sopra Rivoli operate dagli Austriaci avevano per iscopo di distrarre l’attenzione delle truppe italiane onde agire sulla linea del Mincio e battere i corpi staccati che colà stanziavano. Ma il senno di chi dirige la lotta italiana non si è lasciato sorprendere, e tutto prevedendo, tutto regolando secondo i dettami dell’arte, potè sventare ogni speranza nemica, e far decidere in uno o due giorni la causa dei giusti, quella di un popolo fremente per la propria indipendenza. Seimila prigionieri, di cui duemilaseicento già si trovano nella chiesa di Villafranca, quaranta cannoni e diciassette bandiere furono prese al nemico.
» Non basta; un corpo austriaco che si dice comandato da Radetzky e Nugent, forte di dodicimila uomini, è circondato dalle valorose truppe piemontesi e difficilmente potrà salvarsi. Non basta ancora; varie altre fazioni in cui presero parte con lodevolissimo ardimento e valentia le truppe lombarde, ebbero favorevole riuscita su varî punti. L’attacco fu generale, e generale la sconfitta dei nemici. I giorni ventitre, ventiquattro e venticinque