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Pagina:Storia della rivoluzione di Roma (vol. II).djvu/56

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50 storia


Lo stesso giorno 12 il Santo Padre ricevette le congratulazioni del congresso dei cittadini di Nuova-York negli Stati Uniti di America per mezzo del maggiore Smith.[1]

Il giorno 14, accettata la rinuncia di monsignor Amici ministro dell’interno, il Santo Padre sostituì al medesimo monsignor Francesco Pentini.[2]

Monsignor Carlo Belgrado venne nominato internunzio delegato apostolico presso il re dei Paesi Bassi.[3]

Una dimostrazione di Piemontesi e Romani fu fatta la sera del 14 al marchese Pareto ministro di Sardegna.[4]

Il Santo Padre nell’intendimento sempre di vedere fin dove si potessero estendere le riforme che si aveano a concedere, nominò una commissione con voto, per isviluppare e meglio coordinare le istituzioni già date, e proporre quei sistemi governativi che fossero compatibili con l’autorità del pontefice e con i bisogni del giorno.

Detta commissione era composta degli

Eminenti.miOstini,Emin.moBofondi, e dei
»Castracane,Monsig.riCorboli Bussi,
»Orioli,»Barnabò Alessandro, e
» Altieri,»Mertel Teodolfo segr.[5]
»Antonelli,

Il giorno 15 aggiunse alla medesima commissione l’eminentissimo Vizzardelli[6], e creò un consiglio addetto al ministero dell’interno, il quale venne composto da

MonsignorGiulio Della Porta,
CavaliereDon Vincenzo Colonna, e
PrincipeCosimo Conti.[7]
  1. ↑ Vedi la Gazzetta di Roma del 12 e 15 febbraio 1848.
  2. ↑ Vedi la Gazzetta di Roma del 15.
  3. ↑ Vedi la Gazzetta di Roma del 14 febbraio.
  4. ↑ Vedi la Pallade ed il Contemporaneo del 15.
  5. ↑ Vedi la Gazzetta di Roma del 14.
  6. ↑ Vedi la Gazzetta di Roma del 15 febbraio 1848.
  7. ↑ Vedi la detta Gazzetta pag. 85.