Pagina:Storia della rivoluzione piemontese del 1821 (Santarosa).djvu/20

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Il Cousin, quando gli giunse in Francia la trista novella, per rendere un qualche ufficio alla cara memoria dell’eroe, si diresse a Maurocordato, per indurre il governo greco a innalzargli un modesto sepolcro nel luogo ove cadde; e si offrì di farne egli la spesa. Non fu fatta nessuna risposta a questa domanda. Si rivolse allora al colonnello Fabvier, il quale era stato amico del Santarosa. Egli accolse con affetto l’idea, e appena l’armata francese ebbe liberato il Peloponneso e l’isola di Sfacteria dall’invasione egiziana, compì il pio uffizio. Per opera di lui un modesto monumento al martire italiano sorse alla bocca di una grotta ove fu fama che rimanesse ucciso da un rinnegato maltese. Vi poneva questa iscrizione: Al Conte Santorre di Santarosa ucciso il 9 maggio 1825.

Così i liberi Italiani che toccano il sacro suolo di Grecia possono recarsi a visitare con religione di patria il luogo dove questo nostro generoso concittadino versava per la libertà il suo sangue, dopo avere per essa patito lunghe miserie e lunghi dolori.