Pagina:Storia delle arti del disegno.djvu/203

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presso gli Egizj, i Fenicj, e i Persi. 97

numero de' sacerdoti, e veniva ognun di loro iniziato al sacerdozio, possamo anche pensare che la maniera di vestire delle mentovate figure l’abito pur fosse dei re1.

[...nelle figure femminili ...]

§. 18. La veste nelle figure femminili è indicata da un orlo rialzato o ripiegato in fuori si al collo che alle gambe, come vedell in una creduta Iside, e in due altre statue del Campidoglio. Ad una di quelle statue intorno al capezzolo delle mammelle v’è inciso un cerchietto da cui partono delle linee o tratti, simili a raggi di circolo, i quali stendonsi tutt’intorno alle poppe per la larghezza di due dita. Potrebbe ciò prendersi per un fregio poco proprio ed insulso; ma io sono d’opinione che siasi con queste pieghe voluto indicare il rialzamento delle mammelle, il quale naturalmente le produce nella tela sottile che le ricopre. Ad una Iside esistente nella villa Albani (Tav. X.), d’assai pregevole lavoro benché non sia del più antico stile, intorno alle poppe, che a primo sguardo giudicherebbonsi ignude, l’osservatore attento vedrà delle piccole pieghe rialzate, le quali, partendo dal capezzolo, tutto all’intorno della mammella s’estendono. Malgrado quell'abito le statue sembrano aver ignudo il corpo, e forse perciò ignude parvero ad Erodoto2 le venti muliebri statue colossali che vide nella città di Sais in tal guisa vestite. E tanto è più

Tom. I. N pro-
  1. Il trono d’Egitto era ereditario. Mancando persone della famiglia reale, si sceglieva il re dal numero de’ sacerdoti, o dalla classe militare. Se toccava a uno di questa, egli dovea subito farsi ascrivere all’ordine sacerdotale; e ciò perchè s’istruisse nella sapienza egiziana, non per esercitarne il ministero sacerdotale, o vestirne l’abito, Platone Polit. pag. 150. D. oper. Tom. iI., Plutarco de Iside, & Osir. dopo il princ. pag. 354.; e l’osserva il P. Paoli nella più volte lodata dissertazione Delle Relig. de’ Gentili ec. part. iiI. §. V. VI. VII. pag. 113. segg. Sinesio de Provid. l. 1. pag. 93. D. scrive, che Tifone fu re, e sommo sacerdote insieme; e nella lettera 57. pag. 108. C., e 121. pag. 258. B., che amendue queste dignità furono per lungo tempo unite in una sola persona; ma nel cit. lib. 1. de Prov. pag. 110. A. dice, che aveano abiti, e divise proprie da sovrano: il che conferma Diodoro lib. 1. §. 70. pag 81. annoverando le varie insegne, che portavano in capo; e dando loro un abito di porpora, unitamente a Giuseppe Flavio Antiq. Judaic. l. 2. cap. 5. in fine, e Acmet Oneirocrit. cap. 1578. pag. 131. Osservo per altro nello stesso Diodoro lib. 3. §. 3. pag. 176., che tra le divise dei sovrani era comune ai sacerdoti quella specie di berretta alta, con un serpe avviticchiato, di cui parlerà il nostro Autore qui appresso §. 20.; e lo scettro, di cui sopra ha discorso § 12.
  2. lib. 2. cap. 130. pag. 166. [Dice statue muliebri di legno circa venti.