Pagina:Storia delle arti del disegno.djvu/40

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essere stati renduti superiori ad ogni contraddizione. Vedesi nel palazzo Giustiniani un marmo rotondo fu cui è rappresentato un baccanale in basso-rilievo. A questo sasso per varie aggiunte fattevi è stata data la forma d’un vaso; e tale è sempre stato creduto dacché Spon lo pubblicò sotto quello nome1; e come tale venne inciso e stampato in più libri, essendosi pur dalla sua forma preso argomento per giudicare d’altri simili monumenti.

Una grandissima parte degli errori in materia d’Antiquaria nasce dal non ben osservare i moderni rassettamenti, e dal non saperli ben distinguere da ciò che è veramente antico. Fabretti ha voluto dimostrare con un basso-rilievo del palazzo Mattei, rappresentante una caccia di Gallieno2, che i cavalli ferravansi anticamente come oggidì3; e non ha fatta attenzione che la gamba del cavallo, sulla quale ei fonda la sua opinione, è stata rifatta nel ristaurare quel lavoro4. Montfaucon5 s’immaginò che il rotolo, o piuttosto il bastone, recente aggiunta fatta al preteso Castore o Polluce della villa Borghese, sia il codice delle leggi pel giuoco della corsa a cavallo; e in un simile e del pari nuovo rotolo, posto in mano a Mercurio nella villa Lodovisj, scorge un’allegoria difficile a scifrarsi. Così Tristan nella celebre agata di s. Dionigi prende una cor-


regguio-
  1. Miscell. erud. ant. sect. 2. art. 4. pag. 28
  2. Bartoli Admir. ant. Tab. 24.
  3. Fabretti de Columna Trajana cap. 7. pag. 225 V. Montf. Ant. expl. T. IV. par. I. livr. VI. ch. iiI, n. V. p. 79.
  4. Questo basso-rilievo esiste nel terzo ripiano delle scale del palazzo Mattei. Bartoli al luogo citato non lo porta; porta solamente le caccie di Trajano rappresentate nell’arco di Costantino. Può vedersi però nel P. Montfaucon Ant. expl. Tom. iiI. par. iI. pag. 329. plan. CLXXXIII. Si ha pure nelli Monum. Matthij. Tom. iiI. tab. 40. fig. 2. pag-77. ove il signor Ab. Amaduzzi, col rincontro principalmente del volto nelle medaglie, crede appartenga all’imperator Filippo, anzi che a Gallieno, come asserisce qui Winkelmann senza provarlo. Ha preso poi equivoco il lodato Amaduzzi nel dire, che Montfaucon l’attribuisce a Trajano, al quale soltanto attribuisce le suddette dell’arco di Costantino.
  5. Ibid. Tom. I. sec. par. livr. il. ch. VI. n. IV. p. 207