Pagina:Storia delle arti del disegno.djvu/501

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n e l l e   v a r i e   f i g u r e , e c. 391

§. 17. V’hanno pur a Roma figure di varj altri animali in pietre dure e in marmi, lavoro di greco scarpello. Una bellissima tigre di basalte1 montata da vaghissimo fanciullo di marmo vedesi nella villa Negroni; e passò non ha molt’anni in Inghilterra un assai grosso e bel cane sedente di marmo2, opera forse di Leucone celebre scultor di cani3. Nel famoso caprone del palazzo Giustiniani la testa, che n’è la parte principale, è un restauramento moderno4.

[Osservazioni generali.] §. 18. Io ben sento quanto mancante sia questo mio trattato sul disegno del nudo de’ greci maestri; ma qui non altro volli che segnare le prime tracce, le quali servissero poi di norma agli artisti ed agli amatori. Non v’è luogo, ove delle precedenti osservazioni possano essi più comodamente fare la dovuta applicazione e verificarle, che a Roma. Non si pretenda però di farne uso, e portar giudizj decisivi col solo osservar di passaggio i monumenti dell’arte; poichè quello che al primo sguardo potrà sembrare contrario ai principj da me stabiliti, vi si troverà forse, dopo più matura considerazione, coerente e conforme, essendo que’ principj il risultato delle osservazioni di molti anni e d’un esame maturo.

§. 19. A quelle mie osservazioni sulla bellezza aggiugnerò alcuni avvisi, che serviranno di norma ai principianti e ai viaggiatori nello esaminare le figure greche.


§. 20. Pri-


  1. È di bigio morato, e in parte risarcita; nè mi sembra lavoro di tanta eccellenza, e perfezione, come la dice Winkelmann. Due più piccole del naturale in granito stanno nel Museo Pio-Clementino.
  2. Simili in tutto a questo sono due del detto Museo Pio-Clementino.
  3. Per uno è lodato dal poeta Macedonio nell’Anthol. lib. 6. num. 2.
  4. Nell’incomparabile collezione di animali del citato Museo sono da considerarsi, un gruppo di altri due cani levrieri (detti dagli antichi cani laconici, o spartani, Aristeneto Epist. lib. 1. epist. 18. p. 123.), che si mordono per vezzo, di grandezza naturale, elegantissimamente scolpiti, e conservatissimi. Furono trovati con molte altre figure di cani di minor conto nel sito dell’antica villa Lanuvina creduta dell’imperatore Antonino Pio, in un colle chiamato anche oggidì Monte Cagnolo: una bellissima capra amaltea con l’avanzo della mano del putto alla barba: un daino di alabastro orientale, di grandezza, e color naturale: una scrofa in marmo bianco con sotto dodeci porcelli: un’aquila, e una cicogna di egregia scultura: una testa di rinoceronte minore del naturale, e un coccodrillo in pietra di paragone di circa quattro