Pagina:Storia delle arti del disegno II.djvu/108

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102 Progressi e Decadenza dell’Arte

rale esistenti a Sansouci, villa di S. M. Prussiana, che hanno stretti i piedi, e sostengonsi sulle dita; tal positura (la quale a chi non ne intende la significazione, cioè l’atto di volare, sembra sforzata) sarebbe un argomento di rimota antichità, se non si rilevasse il contrario dal nome romano scritto loro fui dorso nelle fasce, che ivi e sul petto s’incrocicchiano. A queste fasce doveano esser legate le ale, che fors’erano di bronzo.

§. 21. Tali sono le preteste teste di Platone, le quali realmente altro non sono che Ermi, fatti ad imitazione delle pietre, a cui imposte furono le prime teste, come s’è detto a principio di questa Storia. Vedesi in esse espressa or con più or con meno d’arte una diversa antichità. Il più pregevole, tra i moltissimi che sono in Roma, è il preteso Platone della Farnesina; ma il più bello passò a’ tempi miei da Roma in Sicilia, e vedesi in Palermo nel collegio che fu de’ Gesuiti. La testa è perfettamente simile a quella d’una statua virile vestita alta nove palmi1, la cui sottoveste è di sottil panno, indicato dalle moltissime e minute pieghe, ed ha un pallio che, passando sotto il braccio destro, va a ricoprire il sinistro appoggiato sul sianco. Nell’orlo di quella parte di manto, che è gittata sulla spalla, leggesi СΑΡΔΑΝΑΠΑΛΛΟС 2. Di questa statua ho parlato a lungo altrove3, e ne ho data la figura4. Allorché fu messa alla luce la statua si fecero in Roma profonde ricerche per indagare chi fosse il Sardana-


palo


  1. Questa statua fu disotterrata nel 1761. presso Frascati colle quattro mentovate Cariatidi. [ Ora è nel Museo Pio-Clementino. Ne dà la figura un poco meglio disegnata, e incisa, il signor Cavaceppi, che prima ne era il possessore, nella sua Raccolta di ant. statue, ec. Tom. iiI. Tavola 27.; e nella Tav. 28. dà la figura delle Cariatidi possedute anche da lui prima che andassero alla villa Albani, come abbiamo notato nel Tomo antecedente pag. 411. not. a.
  2. La Λ trovasi qui raddoppiata, come nella voce ΠΟΛΛΙΣ in luogo di ΠΟΛΙΣ, su una moneta in bronzo della città di Magnesia. Così talora si trova scritto Κύβελλα in vece di Κυβέλης Cibele, e Petilla in luogo di Petelia, citta della Lucania.
  3. Monum. antichi ined. Par. iiI. cap. 1. pag. 219. 220.
  4. ibid. num. 163.