Pagina:Storia delle arti del disegno II.djvu/145

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presso i Greci e presso i Romani. 139

alla morte d’Alessandro il Grande, dopo di cui cominciò a declinare.

§. 17. Riandando i varj periodi dell’arte, trovo molta analogia tra i tempi antichi e i più vicini a noi, e in quelli pur ravviso quattro stili, e quattro epoche principali; se non che quello che in Grecia succedè lentamente, qui avvenne quasi tutto in un tratto; e dove presso i Greci l’arte allontanossi a poco a poco dalla sublimità e dalla eccellenza a cui era giunta, presso di noi dal più alto grado, a cui era stata portata dai due gran genj del disegno (e di questo solo io qui parlo), cadde repentinamente quando essi mancarono.

§. 18. Sino a Raffaello e Michelangelo lo stile era stato secco e duro; e nel richiamar l’arte alla sua perfezione quelli non ebbero gli eguali. Vi fu quindi un vuoto in cui regnò il cattivo gusto, e a quello succedette lo stile degl’imitatori, quali furono i Caracci colla loro Scuola e i loro seguaci: quello periodo durò sino a Carlo Maratta. Se però si parli della scultura semplicemente, brevissima n’è la storia: quest’arte fiorì con Michelangelo e Sanfovino, e perì con loro1. Algardi, Fiammingo, e Rusconi vennero un secolo dopo.

[Avvertimento.]

§. 19. Quanto ho detto sin qui sull’arte de’ Greci, l’erudizione che v’ho sparsa, e le osservazioni che a luogo a luogo vi ho inserite, tutto può servire sì all’amatore che all’artista, in guisa che esaminando essi pure le cose da me indicate, e


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  1. Per voler il sig. Winkelmann far maggiormente risaltare i contraposti, gli ha alterati troppo, e renduti perciò inverisimili. Che i pittori venuti in seguito a Michelangelo e a Raffaello non abbiano potuto star loro del pari, di comune consenso si ammette dai conoscitori; ma che dopo i medesimi abbia per alcun tempo dominato in generale un gusto cattivo, non s’accorderà sì facilmente da chi ha vedute le opere di Giulio Romano e di altri pittori usciti dalla scuola d’amendue i nominati eccellenti maestri. Anche nella scultura, benché non abbia continuato ad essere esercitata con quella maestria che ammirasi nelle opere dello stesso Michelangelo e del Sansovino, ciò non per tanto non molto dopo di essi lo Scilla e il Porta milanesi, il Serzana ed altri bravi scultori hanno lasciato delle opere assai pregiate in Roma stessa e altrove.