Pagina:Storia delle arti del disegno II.djvu/181

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d a i   s u o i   p r i n c i p j   ec. 175

v’erano stati portati dalla propria eloquenza1, altri coll’aver saputo condescendere al popolo2: e questi, come Pisistrato3, riconosceano superiori a sè le leggi de’ loro cittadini. Il titolo di tiranno era tra loro onorevole4; e Aristodemo, tiranno di Megalopoli in Arcadia, seppe meritarsi il soprannome di χρηστὸς5 che uom retto significa. Le statue de’ vincitori ne’ giuochi più solenni, delle quali ripiena era Elide anche avanti che l’arte fosse in fiore6, rappresentavano per lo più altrettanti difensori della patria libertà; i tiranni non potevan impedire la giustzia che volea rendersi al merito; e l’artista ebbe in ogni tempo il diritto di esporre le opere sue agli occhi di tutta la nazione.

§. 12. Allorché feci la prima edizione di questa Storia io credea di poter rapportare a quelli tempi un basso-rilievo in marmo di due figure, delle quali una rappresenta Giove sedente, e l’altra un giovane atleta col nome Manteo7. Fondavami sulla scrittura fatta a solchi, detta da’ Greci βουστροφηδὸν, che è la maniera di scrivere presso di loro antichissima; e sapeva altronde che prima dell’olimpiade l. non s’era colà cominciato a lavorare in marmo8. Avvisai fin d’allora che non potea portarne un fondato giudizio sulla stampa in rame; e seppi in appresso che questo lavoro, esistente oggidì nella galleria del conte di Pembrok a Wilton, viene dai conoscitori riputato una moderna impostura9. L’urna sepolcrale col


nome


  1. Arist. De Republ. lib. 5. cap. 10.
  2. Dion. Hal. Ant. Rom. lib. 6. cap. 60. pag. 372. [ Riferisce solamente un’orazione di Appio Claudio, in cui dice che i tiranni si facevano anche coll’adulare il popolo.
  3. Arist. loc. cit. cap. 12., Paus. lib. 1. c. 3. pag. 9. princ.
  4. V. Barnes ad Hom. hymn. in Mart. v. 5.
  5. Paus. lib. 8 cap. 28. pag. 656. lin. 29.
  6. V. Herod. lib. 6 cap. 127. pag. 497. [ Parla degli agonoteti, o presidenti ai giuochi, non di statue.
  7. De Bimard la Bastie not. ad Marm. &c.
  8. Ved. Tomo I. pag. 31. not. d.
  9. Il marchese Maffei è quello, che dà, per quanto io sappia, di falsità a quello monumento nel Mus. Veronen., pag. CCCCX. Ma non sono mancati scrittori, che dopo di lui lo hanno dato per antico, come Corsini Append. ad not. Græc. pag. XIII., Dissert. agonist. pag. 53., e Spiegaz. di due antiche iscriz. pag. IV"., Court de Gebelin Monde primitif, origine da langage, lib. 5. sect. 3. c. 4. pag. 475.., e gli autori del Nouveau traité de diplom. Tom. I. par. iI. sect. iI. cap. X. pag. 631. Vedi il dotto P. Fabricy Diatribe, qua bibliogr. antiq. ec., pag. 288.