Pagina:Storia delle arti del disegno II.djvu/215

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d a i   s u o i   p r i n c i p j   ec. 209

fra i quali due ve n’ha d’Anacreonte1; e Plinio rammenta de’ versi della famosa Erinna di Lesbo su un sepolcro, che questo artista eretto aveva a un grillo e ad una cicala2; ma osserva con ragione lo Scaligero3, che se Anacreonte ed Erinna, coetanei di Saffo4, avesser fatti de’ versi per Mirone, quelli dovrebbe aver vissuto nell’olimpiade lx. anziché nella lxxxvii., a cui lo fissa lo stesso Plinio5. Io non deciderò qui la questione; ma certamente è probabile ch’egli sia anteriore a quella ultima epoca, sì perchè ha lavorate delle statue in legno, fra le quali un’Ecate ad Egina6, sì perchè, secondo un’osservazione di Pausania7, era fatta nell’antica maniera l’iscrizione che vedeasi sotto i suoi lavori, la qual cosa egli non dice mai delle opere di Fidia, di Policleto, e de’ loro contemporanei8. Può eziandio argomentarsi la sua maggiore antichità dall’aver commesso il proprio nome in lettere d’argento sulla coscia d’una statua d’Apollo in bronzo che era ad Agrigento9, poichè più non usavasi ai tempi di Fidia di far l’iscrizione sulla figura mede-

Tom. II. D d sima;


  1. Anthol. lib. 4. cap. 7. n. 3. 4.
  2. Plin. lib. 34. cap. 8. sect. 19. §. 3.
  3. Animad. in Eus. chron. p. 124. [ Non determina l’olimpiade lx.
  4. Ateneo lib. 17. cap. 8. pag. 599. C., scrive, che sbagliava Ermesippo nel dare Saffo per coetanea d’Aracreonte, avendo essa vivuto molto tempo avanti.
  5. Anacreonte giusta l’osservazione di Barnes nella di lui vita premessa alle opere, n. V. pag. IX., nacque nell’olimpiade lv anno iI., e visse 85. anni, Luciano in Macrob. §. 26. op. Tom. iiI. p. 228. Potrebbe combinarsi l’età di lui con quella di Mirone, dicendo, che quello nell’ultimo di sua vita abbia lodata la vacca, che questo poteva aver fatta nell’età di circa 25. anni, come osserva il signor Falconet Not. sur le 4. livre de Plin. c. 8. sect. 35. œuvr. Tom. iiI. p. 156. calcolando che Anacreonte vivesse nell’olimpiade lxxii. Egli però poteva estcndere di più l’età d’amendue, essendo arrivato Anacreonte fino all’olimpiade lxxvi., giusta il detto calcolo di Barnes, vale a dire sole xi. olimpiadi prima dell’epoca, in cui dice Plinio che fiorì Mirone. Riguardo alla poetessa Erinna, non è improbabile che Plinio a quel luogo abbia inteso di Mirone scultore ciò, che essa dice della poetessa Mirone, di cui parla anche Suida, e in lode della quale per quel sepolcro fece un epigramma in greco, riportato dall’Arduino al detto luogo di Plinio. Così pensa il Fabricio Bibl. græca, Tom. I. l. 2. c. 15. n. 28. pag. 555. All’opposto Arduino vuole che abbia errato Erinna, o altri che sia l’autore di quell’epigramma, nell’attribuire quell’opera alla poetessa, anziché allo scultore.
  6. Paus. lib. 2. cap. 30. pag. 180. [Anche Fidia fece una statua di Minerva in legno per la città di Platea, grande quasi quanto quella fatta per gli Ateniesi, di cui si è parlato alla pag. 14. not. a., Pausania lib. 9. cap. 4. pag. 718.
  7. id. l. 5. cap. 22. pag. 435.
  8. Quest’argomento proverebbe troppo, imperciocchè Pausania parla di Licio figlio di Mirone, su un di cui lavoro era una iscrizioine colle lettere secondo la forma degli antichi.
  9. Cicerone in Verr. act. 2. l. 4. cap. 43.