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276 Storia delle Arti

di Pallade nella mentovata città, incise in oro ed in avorio, erano superiori a tutte le altre opere di quello genere1.

§. 3. Non ostanti le miserie de’ tempi e le ostinate guerre sostenute dai Siciliani, principalmente contro Cartagine, furonvi sempre in Siracusa de’ grandi artisti, come fede ne fanno le belle monete argentee d’Agatocle, che da un lato hanno una testa di Proserpina, e dall’altro una Vittoria che adatta l’elmo su un trofeo. Ciò che qui deve sorprenderci si è il vedere l’arte fiorente sotto il dispotismo tirannico; ma trovasi la ragione di questo paradosso, se ci rammentiamo che Agatocle era stato vasajo2, onde avrà probabilmente in sua giovinezza, nello studiare l’arte di foggiare e dipingere i vasi, appreso pure il disegno; e fatto re avrà, per un’inclinazione presa ne’ primi anni, protette le arti che dal disegno dipendono, e favoriti gli artisti. Fra le altre opere fece dipingere una battaglia datasi dalla sua cavalleria, mentre egli n’era alla testa, e appender ne fece nel mentovato tempio di Pallade il quadro, che fu in seguito sommamente pregiato; e perciò da Marcello, nel saccheggio che fece di Siracusa, lasciatovi unitamente ad altri monumenti più cari ai cittadini, affine di guadagnarsene la benevolenza3.

§. 4. Jerone II., successore d’Agatocle, fu da semplice cittadino eletto e chiamato al trono di comune consenso nell’olimpiade cxxii.4. Le grandi forze di terra e di mare, che egli teneva in piedi per la sicurezza della Sicilia, vi man-


ten-


  1. Cicer. in Verr. act. 2. lib. 4. cap. 56.
  2. Ateneo 1. 10. c. 3. p. 45. princ., Ammiano Marcellino lib. 14. in fine; ed era figlio di vasajo. Vedasi Tom. I. p 221. nota 1.
  3. Erano più quadri, che poi furono portati a Roma da Verre. Cicerone loc. cit. cap. 55.
  4. Anno iiI. come osserva il Casaubono Hist. Polyb. synops. chronolog. pag. 1051.; o piuttosto, secondo la ferie de’ vincitori olimpici allo stadio, nell’anno iI. dell’olimpiade cxxvi., in cui vinse Idèo, ossia Nicatore, di Cirene, come dice anche Pausania lib. 6. cap. 12. pag. 479., ove per errore dell’antico amanuense leggesi cxx. Vegg. Corsini Fasti att. olymp. cxxvi. Tom. IV. pag. 83.