Pagina:Storia delle arti del disegno II.djvu/339

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

p r e s s o   i   R o m a n i   ec. 333

tile del palazzo Farnese a Roma, daddove fu trasportato a Napoli alcuni anni addietro. E’ quella la metà d’una figura maschile affatto ignuda, cui mancan le braccia colla metà inferiore del corpo. Ha sul capo una specie di canestro, che non è però d’un pezzo solo col resto, e vi si veggono indizi di foglie, e probabilmente d’acanto, che intorno lo circondavano ad imitazione di quello della fanciulla corintia, da cui l’artista Callimaco, vedutolo così di foglie ornato, l’idea prese del capitello corintio. La mezza figura ha circa otto palmi romani d’altezza, e due palmi e mezzo il canestro; onde potea benissimo l’intera statua aver la debita proporzione coll’ordine attico del Panteon, in cui, secondo Plinio, erano collocate le Cariatidi, e che ha circa 19. palmi d’altezza1. Una pubblica prova del suo poco sapere nell’antiquaria diede uno scrittore2 che prese per una di queste Cariatidi certa figura di rilievo posta sopra lo stipite d’un arco, che sino a’ tempi suoi era stato sotterra vicino al Panteon, e sotto tal nome pubblicolla3.

[Monumenti d'architettura...] $. 12. Fra i monumenti d’architettura de’ tempi d’Augusto sussiste tuttora sotto Tivoli presso l’Aniene, il sepolcro in forma rotonda della famiglia Plauzia, edificato di pietre quadre per ordine di M. Plauzio Silvano, che fu console insieme ad Augusto. Sen vedono alla facciata gli epitafj fra le mezze colonne; quello di mezzo, scritto in più grosil caratteri, riguarda lo stesso Plauzio che lo fece fabbricare: vi


si fa


    supposto, che Plinio abbia parlato, come abbiam detto anche noi nel Tomo I. p. 115. not. a. che si parla ora abusivamente, dicendo cioè Cariatidi in vece di Telamoni, quali si dicevano dai Romani secondo Vitruvio lib. 6. cap. 10., le figure d’uomini, che tacevano la stessa figura delle Cariatidi, reggendo pesi col capo. Io non saprei menar buono un tal supposto, e non so trovar fondamento in tutto il discorso ch’egli fa per adattare questa figura all’ordine del tempio, e al racconto di Plinio, che è molto oscuro.

  1. Ne’ Monumenti ant. inediti, Par. IV. c. 14. pag. 268., dice l’Autore che l’altezza è di palmi 23. e un quarto, ma pretende che lo zoccolo della statua avrebbele data l’altezza necessaria. Parla ivi a lungo di questo monumento, avendone data la figura al n. 205.
  2. Demontios. Gall. Rom. hosp. pag. 12.
  3. Veggasi Orlandi al luogo citato del Nardini pag. 296. seg.