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350 S t o r i a   dell’A r t e   greca

[Monumenti del suo tempo] §. 1. Dello stile dell’arte sotto Nerone nulla possiamo dire di ben determinato, non altro rimanendoci che due mutilate teste del medesimo, le pretese statue d’Agrippina sua madre, e un busto di Poppea sua moglie. Le teste dette di Seneca rappresentano tutt’altri che lui.

§. 2. Manca la testa di Nerone nella magnifica collezione delle figure imperiali della villa Albani, dal che se ne può argomentare la rarità. Nella testa di esso esistente nel museo Capitolino1 non v’è d’antico che la parte superiore del volto e un solo degli occhi2. Che diremo della testa di bronzo nella villa Mattei? Essa è un nuovo e assai mediocre lavoro; e tal è un’altra testa ancor più recente nel palazzo Barberini. Nel mentovato museo Capitolino è stata dai poco versati Custodi riputata antica un’altra affatto moderna testa3, ed una specie di medaglione pur nuovo, rappresentanti il medesimo imperatore; e deggio qui avvertire il mio leggitore che moderno lavoro generalmente sono tutte le teste imperiali così formate a rilievo su i medaglioni.

§. 3. Tre statue abbiamo sotto il nome d’Agrippina. La più bella è nella Farnesina4, l’altra nella villa Albani, e la terza nel museo Capitolino5. Ivi è pure il bel busto di Poppea, che ha una particolare singolarità; poichè in un


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    Fino però dai tempi d’Alessandro Magno riferisce il citato autore lib. 9. c. 1. sect. 5. essersi tentato di tingere il lino, e di lino tinto essersi fatte non solamente delle vesti, ma delle vele ancora per navi, e delle tele per difender dal sole i teatri, le strade e le piazze. Lo stesso Nerone ne fece stendere su i suoi anfiteatri di quelle tinte in azzurro, e sparse di stelle. Molte altre notizie relative all’arte di tingere le tele presso gli antichi ha raccolte il signor Delaval An exper. inquiry. &c., la cui Opera tradotta dall’inglese dal ch. signor canonico Fromond è stata impressa in Milano in s. Ambr. magg. 1779. in 8.° Se ci mancano esempj anteriori al nominato principe di figure dipinte in tela, ne abbiamo nondimeno di figure rappresentate su pergamene. Uno sterminato drago dipinto fu di una lunghissima membrana fu esposto fopra il tetto della casa, ove alloggiava Lepido, uno de’ triumviri, per far tacere gli uccelli che col loro importuno garrire turbavangli il sonno. Plin. lib. 35. cap. 11 sect. 16.

  1. Bottari Museo Capitol. Tom. iI. Tavola 16.
  2. È d’una straordinaria bellezza la di lui testa intiera maggiore della grandezza naturale in figura d’Apollo, e coronata di alloro, conservata ora nel Museo Pio-Clementino, ove è parimente una di lui statua in forma d’Apollo citaredo, e di lavoro non ordinario, che è stata trovata negli scavi di villa Negroni, simile a quello dato dal de la Chausse Mus. rom. Tom. I. sect. 1. Tab. 58.
  3. Bottari loc. cit. Tav. 17.
  4. Ora passata nel museo reale a Napoli.
  5. Bottari Tom. iiI. Tav. 53. la dice Agrippina moglie di Germanico.