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376 Storia delle Arti del Disegno

una vile adulazione, metterlo quasi del pari con Policleto e con Eufranore. Pare ch’egli si studiasse d’introdurre nuovamente l’antico stile nelle arti, come nel romano idioma; ed avea tutta l’attività per eseguire il suo progetto1. Dotato d’un’avidità insaziabile di tutto sapere, di tutto vedere, intraprese nel sesto anno del suo regno un lungo viaggio per l’impero; del che abbiamo tuttora de’ monumenti nelle monete delle diciassette provincie da lui visitate. Andò persino nell’Arabia e nell’Egitto, e s’applicò a ben esaminare e conoscere que’ paesi, come appare da una sua lettera al console Severiano2.

[Suoi monumenti...]

§. 1. Ai tempi d’Adriano l’arte ascese sul trono, e con essa risorsero i Greci. La loro patria, dopo la perdita della libertà, non avea mai goduto un tempo sì felice, nè avuto mai un amico tanto possente. L’imperatore, proponendosi di ridonarle la libertà primiera, cominciò a dichiararla [... in Grecia...] libera, e diede a tutte le greche città i mezzi di rimetterli nell’antico splendore3. A tal oggetto non solo fece ergere delle sontuose fabbriche in Atene, come fatto avea Pe-


ricle


  1. Se le scienze e le arti trovarono in Adriano un amatore ed un protettore, gli uomini scienziati e gli artisti migliori sperimentarono in lui un invidioso, un persecutore: tal era anche nel resto il suo carattere, cosi che la sua vita è stata un composto di contraddizioni. Quello stesso Adriano, che dagli storici antichi, presso Suida v. Adrianus, ci vien rappresentato per lui uomo dedito alle scienze, all’erudizione, allo studio delle lingue, alla pittura ed alla scultura, autore d’alcune opere in prosa e in versi, pittore di più quadri, scultore di molte statue in marmo e in bronzo, quello stesso Adriano tentò deprimere Omero col sostituirgli un poetastro conosciuto appena da pochissimi, per nome Antimaco. Simile condotta tenne egli con Favorino e Dionisio, amendue retori assai celebri de’ tempi suoi. Ma i più perseguitati da Adriano furono gli artisti, alcuni de’ quali ei depresse grandemente, ed altri anche uccise. Suid. loc. cit. Tra questi, benchè più per effetto di vendetta che d’invidia, è stato l’architetto Apollodoro, che per Trajano fatto avea in Roma il Foro, l’Odeo, ed il Ginnasio. Non contento d’averlo mandato in esigilio, tolsegli di poi anche la vita, perchè questi nel bollor d’una disputa sull’arte avealo chiamato pittor di zucche; Adriano diffatti erasi da giovane occupato in tal genere di pittura. Xiphil. in Adrian, pag. 257. [ L’altro motivo, che indusse Adriano a torlo dal mondo, fu perchè disapprovò il disegno del tempio da lui fatto edificare in Roma, e dedicato a Venere secondo Sifilino l. c. p. 258.; a Venete e a Roma secondo Flegonte nell’Epitome delle olimpiadi, all’olimpiade ccxxvii. anno iI., riportato dallo Scaligero in appendice alla Cronica d’Eusebio pag. 342. Vedi anche Buonarruoti Osserv. istor. sopra alc. medagl. Tav. 1. n. 5. pag. 17.
  2. Vopisc. in Saturn. cap. 8. Tom. iI. pag. 719.
  3. Spartian. in Adrian. pag. 9. 10.