Pagina:Storia delle arti del disegno II.djvu/384

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378 Storia delle Arti del Disegno

[....a Capua...] Fra i diversi edifizj da lui fatti costruire in Italia fuor di Roma mi contenterò di qui rammentare l’anfiteatro di Capua, a cui è stata riferita un’iscrizione che riguarda piuttosto il teatro della città medesima, distante dall’anfiteatro appena cinquanta passi. Mazochi1, che ha supplito in quella iscrizione a ciò che mancava, pensa che le mentovatevi colonne colà poste da Adriano siano le mezze colonne dell’anfiteatro, senza riflettere che quelle son ivi, come in tutti gli altri anfiteatri, d’un pezzo solo col sasso da cui sporgono in fuori2. Nemmeno ha considerato che in siffatte fabbriche non v’è luogo per le statue, le quali, come le colonne intere, poteano solo servire d’ornato nel teatro. Diffatti in quello di Capua, disepolte ci sono, non ha molt’anni, alcune colonne di giallo antico, che hanno due palmi e tre quarti di diametro, e molte statue, del quale scavo si vedono tuttora le vestigia; e sì quelle che queste furono trasportate a Caserta per fervir d’ornamento a quel reale palazzo. La più bella fra le statue è una Venere Vittrice, che appoggia il piè sinistro su un elmo, conservatasi intera, se non che le mancano le braccia.

[... e in Roma suo sepolcro..]

§. 5. In Roma stessa fecesi Adriano costruire il magnifico sepolcro che porta ora il nome di Castel Sant’Angelo3. L’intero edifizio, oltre varj ordini di colonne che giravano intorno, era rivestito di marmo bianco e ornato di statue. Quella fabbrica in seguito servì di fortezza, e i Romani in essa assediati dai Goti si difesero colle statue che precipitavano sopra i nemici4, una delle quali era forse il celebre


Fau-


  1. In mutil. Campan. Amphith. titul. ec. princ.
  2. Non sono certamente così negli avanzi dell’Anfiteatro Flavio, detto volgarmente il Colosseo, che è l’opera più grandiosa de’ tempi di Vespasiano, che lo fece innalzare; e negli avanzi del Teatro di Marcello.
  3. E il ponte insieme. Spaziano nella di lui vita, cap. 19. Tom. I. pag.180.
  4. Procopio De bello goth. lib. 1. cap. 22. pag. 66. seg. ci dà queste notizie. Di più scrive, che il marmo, di cui era rivestita la mole, era pario. La mole era quadrata, e da molto tempo prima era stata circondata di mura, e ridotta a uso di fortezza per l’opportunità del luogo, e per l’ampiezza della