Pagina:Storia delle arti del disegno II.djvu/386

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380 Storia delle Arti del Disegno

[....statue ivi ritrovate...] §. 7. Delle statue che già da due secoli e mezzo colà si scavano, arricchiti ne sono ornai tutt’i musei d’Europa, e molte senza dubbio ne rimangono ancora da scoprirsi pei nostri posteri1. Il cardinal d’Este che fabbricò a Tivoli la sua villa sulle rovine di quella di Mecenate, ornolla d’infinite statue colà disepolte, le quali poscia in varj tempi comprate furono dal cardinal Albani, e per la maggior parte da lui passate al museo Capitolino. Parlerò in seguito d’alcune più ragguardevoli.

[...e musaico delle colombe.] §. 8. Fu ivi pure scoperto il mentovato2 musaico delle colombe, rimarchevole principalmente per essere formato di picciolissime pietre dure, poiché gli altri musaici sono fatti di parte di vetro, alle quali si danno tutt’i colori, che difficilmente trovansi nelle pietre naturali3. Il quadro delle colombe fu trovato nel pavimento d’una camera fatto d’un musaico più grosolano circondato all’intorno da una fascia a fiori larga quanto la mano, e d’un lavoro fino come il pezzo di mezzo. D’una parte di questa fascia ne fece fare una piccola tavola il signor cardinal Albani, che la collocò nella sua villa, e di un’altra consimile ne fece dono al defunto Elettor di Sassonia, allorché fu a Roma.

§. 9. Il musaico delle colombe fu venduto a Clemente XIII. dagli eredi del signor cardinal Furietti, che illustrollo con una Dissertazione, in cui imprende a provare che sia quello il medesimo musaico posto da Soso nel pavimento d’un tempio a Pergamo, poiché diffatti pel soggetto rappresentatovi v’assomiglia. Prende egli l’argomento principale della sua asserzione dall’osservare, che questo musaico fu trovato


inca-


  1. Oltre due bellissimi Ermi della Tragedia, e della Comedia, ora posti nel Museo Pio-Clementino, vi si è disotterrata negli anni scorsi una bella statua ignuda giacente, lavoro di questi tempi in marmo bianco, posseduta in Roma dal signor conte Marefoschi; e si crede più comunemente un Endimione, il quale per altro secondo la favola dormiva cogli occhi aperti. Ateneo lib. 1 . cap. 2. pag. 564. C.
  2. Vedi lib. X. Cap. iiI. pag. 280.
  3. Vedi qui avanti pag. 85. 86.