Pagina:Storia delle arti del disegno II.djvu/396

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
388 Storia delle Arti del Disegno

non esprime che innocenza. La bocca nel piccolo giro de’ suoi contorni grandiosamente disegnati spira emozioni, ma sembra che non le senta. Danno un nobile compimento al volto le gote nutrite con una piacevole pienezza, e ’l mento che dolcemente si rialza, e si ritonda. La fronte però annunzia qualche cosa di più che un giovanetto; essa, sollevandosi alquanto, come la fronte d’Ercole, sembra già preconizzare l’eroe. Fortemente elevato n’è il petto, e d’una maravigliosa bellezza ne sono le spalle, i fianchi, e le cosce; ma le gambe non hanno la bella forma, che richiede il restante del corpo: grossolanamente ne son lavorati i piedi, e appena indicato n’è l’umbilico1.

[Effigie d’Adriano.] §. 22. La più bella tra le figure del medesimo Adriano è una testa colossale nel palazzo Borghese. Nel mentovato museo Bevilacqua v’è un suo busto perfettamente conservatosi in età giovanile e con barba corta, straordinario però per la capigliatura della fronte che è liscia, e non a ricci, come esser suole generalmente. La più pregevole, tra le gemme incise colla sua effigie, è un cammeo, che apparteneva dianzi al museo Farnese: passò quindi nelle mani del conte Thoms genero del celebre Boerhaave2, ed è ora nel museo del principe d’Oranges3.


§.23. Sot-


  1. Si veda qui avanti pag. 141. not. a. Fra le statue d’Antinoo dovea ricordarsi quella bellissima del museo Capitolino, ove è rappresentato giovanetto. Se ne veda la figura presso Bottari Mus. Capit. Tom. iiI. Tav. 56.
  2. Vedi la nota i. alla prefazione degli Editori Viennesi Tom. I. pag. xl.
  3. Tra gli Antichi del signor D. Carlo de’ marchesi Trivulsi in Milano serbasi un frammento d’un cammeo della massima grandezza in onice a due colori, e di un lavoro assai pregevole. L’erudito possessore appoggiato ad alcune non leggiere conghietture, crede rappresentarsi ivi l’imperatore Adriano sacrifigante a un’ara, sulla cui base eranvi tre figure in rilievo, delle quali però una sola vi è rimasta intatta. Di contro al medesimo vedesi figurata l’Africa co’ suoi attributi. Avanti di terminar l’epoca degli antichi artisti più celebri si dee far un cenno almeno di Selone incisor di gemme assai eccellente. Non incontrandosi fatta menzione di lui presso i più vetusti scrittosi, nemmeno presso Plinio che in un capo della sua storia lib. 37. cap. . ha preso a trattare espressamente di quelli che segnalaronsi in tal maniera di lavoro; inferir si può con qualche probabilità che abbia egli vissuto più tardi di lui, e avanti il maggior decadimento dell’arte sotto i successori di Adriano. Le opere a noi note di questo artista sono una Medusa, un Diomede, un Cupido, un preteso Mecenate, Stosch Pierr. grav. pl. 61 - 64., una testa d’Ercole Descr. des pierr. grav. du Cabin. de Stosch, cl. 2. sest. 16. n. 1991. pag. 270., una Baccante, e una Vittoria in corniola,