Pagina:Storia delle arti del disegno II.djvu/91

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presso i Greci, e loro Pittura. 85

l’antropografo1; cioè egli dipinse gli uomini sotto le forme naturali della nostra specie, non sublimandoli sopra l’esser d’uomo, e da ciò gli venne il cognome di pittor d’uomini. Nè ciò in altra guisa egli poteva eseguire, fuorchè col dare alle sue figure ancorché eroiche, la somiglianza di persone viventi, prendendo probabilmente de’ modelli naturali, senza nulla aggiugnervi d’ideale, come far si suole nei disegni delle accademie.

[Decadenza della pittura] §. 15. Sulla decadenza della pittura molte lagnanze abbiamo degli antichi scrittori, e principalmente di Vitruvio2. Quell’architetto romano acremente declama contro l’uso introdottosi a’ suoi tempi di coprir le pareti delle case e delle stanze con pitture insignificanti, che non occupano lo spirito nè istruiscono, laddove gli antichi Greci rappresentavano col pennello la storia de’ loro dei e de’ loro eroi. Queste insulse pitture condanna pur Luciano, dicendo: io vorrei nelle pitture non sol vedere delle città e de’ monti, ma eziandio degli uomini, e scorgere ciò che fanno e che dicono3.

[Lavoro a musaico]

§. 16. Alla pittura appartiene il lavoro a musaico, che è una vera pittura fatta talora di pietruzze naturali4, e talora di paste di vetro colorate e insieme unite. Della prima specie sono generalmente quelle che fono formate di piccole pietruzze quadrate bianche e nere; e anche nei la-


vori


  1. Dionysius nihil aliud quam homines pinxit, oh id Anthropographus cognominatus, [loc. cit. cap. 18. sect. 37. Per ciò che riguarda i passi di Aristotele, e di Eliano mi pare, che il nostro Autore li abbia intesi a dovere. Ma diverso è il parlare di Plinio. Egli espone i varj generi di pitture, ne’ quali si resero eccellenti alcuni pittori; tra i quali Pireico fu dei più valenti in fare soggetti bassi, come già si è notato alla pag.?. n. 1.; Serapione era famoso per le decorazioni; ma non sapeva dipingere figure umane, all’opposto di Dionisio, il quale altro non sapeva dipingere, che uomini; e perciò era chiamato antropografo. Per conciliare insieme questi scrittori non potrebbe dirsi, che Dionisio fosse un pittor di ritratti, e che per conseguenza non dipingesse altrochè figure umane, come dice Plinio; e le dipingesse al naturale, come vogliono Aristotele, ed Eliano? Non so come quella difficoltà sia sfuggita al minuto critico signor Falconet nelle sue note ai libri di Plinio, che trattano dell’arte.
  2. Vedi appresso lib. VIII. capo iiI. §. 4.
  3. Contemplant. §. 6. op. Tom. iI. p. 497.
  4. Apulejo Metam. l. 5. princ. op. Tom. I. pag. 142. parlando della casa di Psiche, dice, che pavimenta ipsa lapide pretioso cæsim diminuto in varia pictura genera discriminabantur.