Pagina:Storia delle arti del disegno II.djvu/98

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92 Progressi e Decadenza dell’Arte

no di fissare all’olimpiade l. il tempo, in cui s’introdusse nel greco alfabeto la Γ, non apportano di quella loro opinione nessun valevole argomento, perciò da tali monete non può ricavarsi motivo di dubbio sull’epoca da noi data all’antico stile1.

§. 7. Meritano d’essere qui rammentate quattro tazze di finissim’oro somiglievoli ai nostri piattellini da caffè, trovate negli antichi sepolcri di Girgenti, ed esistenti ora nel museo di monsignor Lucchesi vescovo di quella città2. Siccome gli ornati di quelle tazze sono in certo modo simili nel lavoro alle mentovate monete, così possiamo conchiudere che sieno lavori della medesima età. Due di quelle tazze hanno intorno all’orlo esterno un fregio di tori, e può tal orlo chiamarsi un lavoro a conio, ben ravvisandosi che è stato fatto con un ponzone inciso in rilievo, con cui si è coniato l’oro per di dentro, affine di fare il rilievo al di fuori. Le altre due tazze hanno intorno all’orlo un fregio a puntine. Per rendere qualche ragione de’ summentovati tori non è necessario di rimontare all’egiziano Api, siccome ha fatto il possessore di tali monumenti3; poiché presso i Greci i tori soleano consecrarsi al Sole, e ti-


rava-


  1. Nelle Tavole del più antico alfabeto greco esposte dai dotti Monaci della congregazione di san Mauro Nouv. traité de dipl. Tom. I. sec. part. sect. 2. chap. 15. pag. 679. pl. X., e da loro esattamente formate su dei monumenti della Grecia, incominciando dall’anno 1200. sino al 400. avanti l’era cristiana, la lettera Gamma vedesi sempre a un di presso come la moderna Γ. Tal forma ha pure nella celebre iscrizione βουστροφηδόν, condotta cioè a guisa di foschi alternativamente dalla destra alla sinistra e dalla sinistra alla destra, scopertasi dall’abate Fourmont, Acad. des Inscript. Tom. XV. Mém. pag. 395. seqq., nelle rovine della città d’Amicla, che si crede il monumento in tal genere il più vetusto, attribuendosegli quasi tre mila anni d’antichità. Non incontrasi questa lettera in forma di C, o di G se non ne’ monumenti di 400. anni prima dell’era volgare, e in altri dal secolo terzo cristiano sino al quintodecimo, iid. ibid. pag. 681. pl. XI. Siegue da ciò essere stata di uso più antico presso i Greci la Gamma in forma di Γ, che non la Gamma formata come un C o un G. [La trovo però somigliante a un di presso a quelle due forme nell’alfabeto ionico dal P. a Bennettis Chronol. & critic. hist. ec. Tom. I. proleg. 1. §. CI. pag. 233. portato sino all’anno 714. avanti l’era cristiana.
  2. Winkelmann nel Tomo I. libro iiI. capo IV. §. z. pag. 221. dice due sole; ma sarà forse per una svista.
  3. Tale è pur l’opinione dell’autore del Viaggio in Sicilia, e nella Magna Grecia descritto in varie lettere dirette al sig. abate Winkelmann, lett. I.