Pagina:Storia delle arti del disegno III.djvu/123

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sull’Architettura degli Antichi. 105

lo, e il secondo un’altra di rosso. Dentro le riquadrature vi sono delle strisce nere con dei grotteschi elegantemente dipinti; e nel mezzo si veggono paesini su un fondo rosso, o giallo. Sopra la cornice vi sono quattro altri riquadri più piccoli, due dei quali corrispondono a perpendicolo sul riquadro, che sta sotto in mezzo: in uno vi è rappresentato un mucchio di monete su una tavola, con del papiro, delle tavolette, un calamajo, ed una penna1; sull’altro si veggono dei pesci, ed altri comnestibili.

§. 26. Nel 1724. fu scoperta sul Palatino una gran sala lunga quaranta piedi, e intieramente dipinta. Le colonne di quelle pitture erano straordinariamente lunghe e sottili come quelle delle pitture del museo di Portici. Le figure, e gli altri soggetti rappresentativi furono segati, e mandati a Parma, donde passarono poi a Napoli colle altre rarità del museo Farnese. Ma siccome restarono incassate, e chiuse per ventiquattr’anni, sono state tutte rovinate dalla muffa; ed ora a Capo di monte in Napoli, ove è collocato quel museo, si vedono i pezzi nudi del muro, su cui era dipinto. Non se ne è conservato che un’Erme feminile, o Cariatide, grande la metà del naturale2.

§. 27. Si potrebbe fare un paragone fra la maniera di decorare degli antichi, e quella dei moderni, se si potesse coll’uso di stampe in rame farsi intendere più chiaramente. Nel piano degli ornati degli antichi la semplicità era quella, che si studiava sopra tutto; mentre presso i moderni, che

Tom. III. O non


  1. Noi ne abbiamo data la figura in fronte di queste Osservazioni. Vedansi anche le lettere del nostro Autore qui appresso art. i e iii.
  2. Dopo la morte del nostro Autore sono state scoperte molte altre pitture delle quali fu parlato nel Tom. iI. pag. 58. e 59. not a. In quelle scoperte nella stanza vicino all’ospedale di s. Gio. in Laterano, che sono più particolari, eran dipinti tanti quadretti, e tutto intorno dei festoni. In ciascuno di quei quadretti era rappresentato un giovane vestito di un abito particolare non più veduto, sette de’ quali solamente si sono conservati, che noi descrivemmo al luogo citato. Anche le pitture delle terme di Tiro, delle quali si è parlato loc. cit. pag. 53., sono state di nuovo scoperte dopo la morte di Winkelmann.