Pagina:Storia delle arti del disegno III.djvu/443

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e seg. crede rappresentatati i giuochi fatti dal re Danao per maritare le sue figlie. Il ch. espositore del Museo Pio-Clementino1, approvando la spiegazione di Winkelmann, congettura, che il vaso abbia servito ne’ riti delle tesmoforie. Crede che la figura sedente accanto a Nettuno, conosciuto dal tridente, sia Amimone2. L’ara, i rami d’ulivo, e d’alloro sono allusivi alla espiazione delle Danaidi dall’omicidio de’ loro cugini, e mariti seguita prima delle seconde loro nozze: e finalmente nota, che Winkelmann abbia errato nel dire temine ambedue le figure su di un cocchio, quando una è virile; e deve essere un vincitore, che porta seco la sposa.

34. Pag. 312. Statua in bronzo del peso di 36. libbre, ora custodita nella biblioteca Vaticana. Rappresenta un fanciullo di qualche anno. Il Passeri, che l’ha illustrata con una dissertazione, crede che possa essere stata fatta per voto dopo ricuperata la salute di qualche nobile fanciullo. Se non si sapesse dove è stata scoperta, vale a dire nell’agro di Tarquinia in Etruria, e se non avesse l’iscrizione sul braccio sinistro in caratteri etruschi, parrebbe incredibile per la bellezza del suo lavoro, che fosse opera di quella nazione. La regola, che dà Quintiliano3 della durezza dello stile etrusco, che differiva dal greco, come l’eloquenza attica dall’asiatica, prova in questa figura una grande eccezione, che perciò dee crederli di un’epoca non molto antica. Vedi pag. 238.

35. Pag. 390. Testa bellissima di Giove coronata di lauro in un’agatonice, della grandezza dell’originale, ricavata da una stampa in creta conservata in Roma dal signor consigliere Reiffenstein. Vedi pag. 286. not. a.

36. Pag. 397. Winkelmann, che riportò, e illustrò nei Monumenti antichi inediti4 questo bassorilievo, non seppe dirne altro, se non che vi fosse rappresentata una scuola di due fanciulli, come notai alla pag. 370. nota 1., perchè egli lo copiò da un disegno, che niente di più conteneva, ed era stato ricavato da un marmo andato fuor di Roma. Ora noi possiamo discorrerne meglio dopo la bella illustrazione data

Tom. III. H h h dal


  1. Tom. iI. Tav. 2. pag. 7. not. b.
  2. Apollodoro lib. 2. cap. 2. §. 5. segg. pag. 73. segg.
  3. Inst. Orat. lib. 12. cap. 10.
  4. num. 184.