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T O M O I I.
Frontispizio grande.
1. Ritratto del signor cav. D. Niccola de Azara ministro di S. M. il re di Spagna presso la Santa Sede.
Sul frontispizio del Tomo.
2. * Gemma incisa, che stava dianzi nel real museo Farnese a Napoli, rappresentante Bacco, ed Arianna, della più finita bellezza, cui non ha potuto imitare il bullino.
3. Pag. 5. * Bassorilievo in marmo bianco della villa Albani, con iscrizione latina, che dichiara la persona, sopra cui sta, essere Quinto Lollio Alcamene, decurione, e duumviro, vale a dire senatore, e magistrato supremo nella sua patria; come già notammo[1] mettendo in dubbio la spiegazione, che ne dà Winkelmann per farne uno scultore, vedendo che tiene lo stecco nella mano destra (nella Tavola comparisce sinistra a cagione dell’essere stato inciso a rovescio, e pubblicato sempre così dopo Winkelmann), e nella sinistra un busto, cui sta lavorando. Il signor abate Marini, che ha ripetuto la stessa rappresentazione[2], asserisce, che sul marmo non è uno stecco quello, che tiene il duumviro, ma un volume, come lo tengono tante altre figure togate, e una fra le altre presso il P. Montfaucon[3]. Escluso quel primario fondamento della spiegazione del nostro Autore, combina bene il resto a farcelo credere un duumviro, cioè il suppedaneo, che lo stesso Winkelmann credette essere un argomento di dignità[4], che non conveniva per conseguenza ad uno scultore, come in fatti non lo ha Dedalo nei due bassirilievi parimente della villa Albani da lui dati[5]: la sedia, che dubito non sia un tribunale, come crede il signor abate Marini, conveniente bensi a quel magistrato[6], ma da non usarsi in quella occa-
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- ↑ Tom. iI. pag. 145.
- ↑ Inscriz. Albane, cl. 4. n. 105. pag. 96.
- ↑ Antiq. expl. Tom. iiI. par. 1. pl. 8.
- ↑ Mon. ant. ined. pag. 23. 71. 96. 152. 190. Vedi anche il Padre Belgrado nei Saggi della soc. lett. Rav. Tom. iI. diss. 2. p. 97, segg.
- ↑ Monum. ant. ined. n 94-96.
- ↑ Everardo Ottone Dissert. de Consul. qui extra Romam, ec., Noris Cen. Pis. dissert. 1. cap. 3.