| Questa pagina è stata trascritta e formattata, ma deve essere riletta. |
| d e i R a m i. | 471 |
spaventata; e il vaso posto avanti per terra indica il fonte, o la ricerca dell’acqua. Quei principi, portato seco loro il cadavere d’Archemoro, in memoria del fatto istituirono i giuochi nemei, che si facevano di tre in tre anni[1].
6. Pag. 17. Pittura antica del museo Ercolanese, in cui si vedono rappresentate monete, strumenti da scrivere, libri, ed altre cose. Se ne è parlato qui avanti pag. 105. 190. 199.
7. Pag. 85. Moneta in bronzo tra prima e seconda grandezza appartenente a Tiro metropoli dei Fenici, ora nel museo Borgiano a Velletri. Nel dritto vi è la testa d’Ercole giovane coronata di lauro, e nel rovescio un tempio curioso, e stravagante nel suo frontone, con in mezzo una cosa, che pare una stella.
8. Pag. 266. Frammento di un rosone in marmo bianco del Museo Pio-Clementino, su cui sono scolpiti tre animali, una ranocchia, una lucertola, e forse un’ape. Vedasi alla pag. 57
9. Pag. 415. Erme in marmo greco salino trovato dal sig. cav. de Azara nello scavo da lui fatto nell’antica villa de’ Pisoni a Tivoli l’anno 1779. Mostra di essere di uno stile molto antico, come si è accennato nel Tom. iI. p.97. n. c. La fisonomia è ignota, benchè sembri di un filosofo, che si è sospettato Ferecide, di cui è stato spacciato altro ritratto dal Gronovio[2], e da altri, ma senza fondamento. Da un epigramma dell’Antologia greca[3] sappiamo, che un Ferecide, perchè eran più[4], e forse il più celebre, avea il difetto, non so se come Alessandro, di torcere il capo, e guardar sempre in alto.
10. Infine di questa spiegazione delle Tavole in rame. E’ la parte superiore di una delle colonne di porfido, che ora adornano il Museo Pio-Clementino, nella cui sommità sono attaccate sopra una mensola due figurine d’imperatori romani de’ bassi tempi, che si abbracciano, probabilmente perchè erano colleghi nell’impero. Vedasi alla pag. 90.
| Ta- |