Pagina:Storia delle arti del disegno III.djvu/63

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sull’Architettura degli Antichi. 45

§. 37. Io non m’impegnerò qui in ricerche sulla origine, e sul motivo delle differenti parti delle colonne; ma, come faccio in genere, così mi contenterò di fare anche qualche osservazione generale sulli diversi ordini delle medesime. Quelli sono cinque nell’Architettura greca, e romana; cioè il toscano, il dorico, lo jonico, il corintio, ed il romano, o composito. Dell’antico ordine toscano non si è conservata che una sola colonna all’emissario del lago Fucino; e non ne sappiamo altro se non ciò che ne dice Vitruvio1. Si vedono colonne toscane colle basi sopra una patera etrusca incisa2, ove rappresentasi Meleagro sedente fra Castore e Polluce, con Paride.

§. 38. Bensì ci restano modelli di colonne dell’ordine dorico dal tempo della loro prima origine alli tre antichi edifizj di Pesto, de’ quali abbiamo parlato avanti3, a un tempio di Girgenti4, e ad un altro tempio di Corinto5, Possono considerai quasi come un semplice fuso di altre colonne. Sono scanalate, e d’una forma conica, cioè che va diminuendo verso la cima; e quelle di Pesto sono ciascuna composte di quattro pezzi. I capitelli hanno semplicemente una rotondità piana, e in quel luogo medesimo, ove nei tempi posteriori le colonne doriche hanno i così


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    stesso Anastasio, che lo erano veramente. Flaminio Vacca Memorie, n. 78., dice essersi trovato a suo tempo presso il frontispizio di Nerone un colonnato di marmi salini, il maggior de’ membri, ch’egli avesse veduto (eppure scriveva dopo di Pirro Ligorio), composto di colonne grosse nove palmi di diametro, di una baie delle quali fu fatta la tazza della fonte del Popolo, e di un’altra quella di piazza Giulia.
    Le colonne più grandi, che veggansi ancora fuor di Roma, possono crederli, una d’antico ordine dorico senza base, o forse d’antico etrusco, in Taranto nella chiesa della Trinità de’ pellegrini, la quale, per rapporto del lodato Riedesel Voyage en Sicile, ec. lec. 2. pag. 203., ha trenta due palmi e mezzo di circonferenza; e le colonne del tempio di Giove a Girgenti, che superano quante altre mai esistano; come si rileverà nelle note alle Osservazioni del nostro Autore su quel tempio inserite in fine di quelle sull’Architettura. Grandissime erano anche le colonne del tempio di Cizico, di cui parleremo al §. 50.

  1. lib. 4. cap. 7.
  2. Dempst. De Etrur. reg. Tom. I. Tab. 7.
  3. pag. 4. ove not. d. si è notato, che si credono antiche etrusche.
  4. Pancrazi Antich. sicil. Tom. iI. par. 2. Tav. 11. 12. 13. [ Piranesi Della magnif. de’ Rom. Tav. 22. fig. 3.
  5. Le Roy Ruin. des plus beaux mon. de la Grece, Tom. iI. par. 2. pl. 17. pag. 44.