Pagina:Storia di Milano I.djvu/216

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que’ lavori colle produzioni di secoli più felici; nondimeno dobbiamo accordare che ci eravamo scostati assai dall’ultima barbarie del secolo undecimo, quando ne’ pubblici contratti si scriveva così: deveniat in potestatem abas ipsius monasteri sancti Ambrosii in perpetuis temporibus in eodem sanctum monasterio ordinatus fuerit... capella una... que ego noviter edificavi... in onore sancti Michaelis et Petri, consecratam ab domnus Eribertus archiepiscopus. I cognomi cominciarono a formarsi nel secolo undecimo; e nel duodecimo erano generalmente praticati. La maggior parte ebbero l’etimologia dai luoghi d’onde traeva origine, ovvero dimorava la famiglia. Vorrei poter descrivere le azioni de’ nostri Bruti, de’ nostri Orazi, de’ nostri Scevola; ma non balena alcun lampo di virtù fra quei tempi ancora caliginosi; o se qualche uomo generoso e nobile visse allora fra noi, e produsse la sua virtù fuori dalle azioni della famiglia, questa trovò così poca elasticità negli animi altrui, che non ne rimase memoria. La sola religione era il mobile di ogni azione in que’ tempi... sebbene questa mia proposizione non è esatta. La sola corteccia della religione moveva ogni cosa, e la vera religione era trascuratissima. Il mancar di fede, l’assassinare, il distruggere, l’usurpare, il calunniare, l’opprimere, erano azioni comunemente praticate quasi senza ribrezzo. Dopo ciò, tutte le esterne pratiche del rito religioso erano osservatissime, e servivano di pretesto allo sfogo della feroce inquietudine de’ nuovi repubblicani; poco degni in verità d’esser liberi, per l’abuso che ne fecero a danno proprio e dei vicini.