Pagina:Storia di Milano I.djvu/218

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che l’imperatore diresse al vescovo suo zio, animandolo a scrivete e dandogli una traccia dei suoi fatti nell’Italia; ivi pure si vede che il continuatore Radevico, dice di avere scritto per obbedienza al desiderio del defunto vescovo: Ejus jussu, pariteraque divi imperatoris Friderici nutu. Sicuramente essi non hanno propensione per i Milanesi. Il terzo sarà il canonico di Praga Vincenzo, che accompagnò il suo vescovo in quella spedizione d’Italia, e fu presente alla maggior parte degli avvenimenti accaduti in Milano. La cronaca di Vincenzo fu data al pubblico per la prima volta nel 1764 dal padre Dobner, nel primo tomo dell’opera intitolata: Monumenta Historica Boemiae, stampata in Praga. Gli altri autori tedeschi, pubblicati nelle raccolte del Pistorio Nidano, del Menckenio, dello Struvio, dell’Oefalio, mi serviranno pure di guida. Farò uso ancora de’ nostri Italiani Morena e Sire Raul, autori tutti contemporanei; ma unicamente pe’ fatti che non possono essere contrari all’imperatore; sebbene il Morena sia più imperiale di alcun altro. Sarò costretto a registrare più le parole altrui, che a scrivere le mie; ma i lettori che temono lo spirito di partito e che bramano di conoscere quanto si può la verità de’ fatti accaduti, non mi sapranno mal grado, se pongo sotto a’ loro occhi piuttosto i pezzi interessanti degli autori originali che scrivevano le cose dei loro tempi, anzi che un sempre incerto racconto negli argomenti contrastati. Questo è il solo partito che conviene allorchè s’entra a narrare una porzione di storia controversa.

(1152) Corrado, poco dopo il suo ritorno da Terra Santa, morì in Bamberga l’anno 1152, e fu eletto re