Pagina:Storia di Milano I.djvu/477

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que l’on voit voler les hirondelles, jusqu’à ce qu’ils eussent trouvè un champ sur lequel ils pussent se jetter. Nous en rencontrions souvent sur le chemin, d’oû ils se jettoient sur la même plaine oû nous ètions et sans craindre d’être foulès aux pieds des chevaux, ils s’elevoient de terre, et couvroient le corps et le visage à ne pas voir devant nous, jusqu’à ce que nous eussions passè l’endroit où ils s’arrêtoient, Partout oû ces sauterelles se reposoient, elles y faisoient un dègât affreux, en broutant l’herbe jusqu’à la racine; ensorte qu’au lieu de cette belle verdure dont la champagne ètoit auparavant tapissèe, on n’y voyoit qu’une terre aride et sablonneuse. Questi insetti, col favore del vento gagliardo, attraversano persino il mare a volo; e in conseguenza della sterilità avenuta nell’Asia, o di una prodigiosa moltiplicazione accaduta in quell’anno nella specie di quegl’insetti, o d’un vento straordinariamente violento, che gli abbia trasportati oltre i consueti loro confini, o alfine di qualche altra cagione che non posso conoscere, giunsero essi persino a noi l’anno 1364. Se questa devastazione fosse periodica, sarebbe da temersi da’ nostri figli, che vivranno l’anno 1855. Ma tali avvenimenti o non hanno periodo, ovvero l’hanno così vasto che oltrepassa la memoria,

Ritorniamo agli orrori di quel governo, e miriamo l’altra porzione dello Stato soggetta a Galeazzo II. Dopo che egli ebbe nuovamente in suo potere Pavia, ivi collocò la sua sede, lasciando che Barnabò alloggiasse in Milano. Galeazzo non ebbe tante brighe a sostenere colle armi, quante ne ebbe Barnabò; onde, abbandonando da principio ai ministri ogni cura dello Stato, egli null’altro ebbe in pensiero, che di apparentarsi con illustri matrimoni,