Pagina:Storia di Milano I.djvu/482

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ma degno di commiserazione, e finì, dopo fieri tormenti, squartato dai cavalli. Coloro che esclamano contro i costumi del nostro secolo, vedano se in tutta quanta l’Europa vi sia un angolo solo in cui gli uomini siano trattati come lo erano i nostri maggiori quattro secoli sono! A che attribuirne il cambiamento? All’ardimento che alcuni ebbero di pensare e cercare il vero, indipendentemente dalle opinioni ereditate; al progresso della ragione, all’accrescimento de’ lumi; alla moltiplicazione de’ libri; al genio della coltura; a quello spirito moderato e benefico di filosofia che ha dissipata la ferocia e il fanatismo, ed ha reso gli uomini benevoli ed umani, sotto di una santa e pura religione di concordia e di pace. Rendiamo umili azioni di grazie al Dator di ogni bene, e guardiamoci da coloro che ardiscono d’insultare a que’ felici mezzi co’ quali si è operata la consolante rivoluzione. Galeazzo II aveva la bassezza di voler giuocare ai dadi co’ sudditi che avessero denaro, e godeva di rovinarli. (1377) Quel principe fece un decreto l’anno 1377 che non ha esempio, a quanto mi è noto. Egli, con un foglio di carta, annullò, cassò, rivocò tutte le grazie e dispense che aveva sin allora concesse. Il decreto è del giorno 13 di ottobre, Datum in castro nostro Zojoso, sito nel Pavese, ora chiamato Belgioioso, nel quale soleva passar qualche tempo quel principe. Che un successore revochi le grazie di un sovrano che l’ha preceduto, benchè sia cosa dura assai per chi la soffre, se ne trovano esempi, ma che un principe cancelli, così in un colpo solo, tutte le sue beneficenze, non so che sia mai accaduto altra volta.