Pagina:Straparola - Le piacevoli notti I.djvu/39

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dere alcun piacevole trastullo. Ciascuno adunque di voi proponerà quello che più gli aggrada, e ciò che alla maggior parte parerà fie deliberato. Le donne parimente e gli uomini ad una voce risposero che era convenevole che ella determinasse il tutto. La Signora, vedendo esserle tal carico imposto, rivoltasi verso la grata compagnia, disse: Da poi che così vi piace, che io, di contentamento vostro ditermini l’ordine che si ha a tenere, io per me vorrei che ogni sera, infino a tanto che durerà il carnesale, si danzasse; indi che cinque damigelle una canzonetta a suo bel grado cantassero; e ciascheduna de cinque damigelle a cui verrà la sorte debba una qualche favola raccontare, ponendole nel fine uno enimma da essere tra tutti noi sottilissimamente risolto. Ed ispediti tai ragionamenti ciascuno di voi se n’anderà alle loro case a posare. Ma se in questo il mio parere non vi piacesse (che disposta io sono il voler vostro seguire), ciascuno de voi dirà quello che più gli aggrada. Questo proponimento fu da tutti comendato molto. Laonde fattosi portare un vasetto d’oro, e postivi dentro de cinque donne i nomi, il primo che uscì del vaso, fu quello della vaga Lauretta; la quale per vergogna tutta arrossita divenne come mattutina rosa. Indi, seguendo l’ incominciato ordine, il secondo che uscì fuori fu di Alteria il nome. Il terzo di Cateruzza. Il quarto di Eritrea. Il quinto di Arianna. Appresso questo comandò che gli stromenti venissero; e fattasi recare una ghirlandetta di verde alloro, in segno di maggioranza in capo di Lauretta la puose, comandandole che nella seguente sera al dolce favoleggiare desse principio. Dopo volse che Antonio Bembo con gli altri insieme facesse una danza. Egli presto a’ comandamenti della Signora prese per mano Fiordiana, di cui era alquanto invaghito; e gli altri parimenti fecero il somigliante.