Pagina:Straparola - Le piacevoli notti II.djvu/130

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l’accuserai a me, facendola dolente e grama tutto il tempo della vita sua? Non hai tu detto che ’l tale e il tale e molti altri si danno piacere con essa lei? Se io non avessi risguardo alla età tua, io ti follerei sotto e piedi, e te ne darei tante, che ti uscirebbe l’anima del corpo. Vatene in tua mal’ora, vecchio insensato, nè mi venir più dinanzi gli occhi, nè serai più sì oso di avicinarti a casa mia. Il vecchio, messe le pive nel sacco e come muto divenuto, si partì; e la donna, savia e prudente dal marito tenuta, con maggior sicurtà che prima si diede buon tempo col suo amante.

— Segue l’enimma della precedente fav. VIII, 3 (ediz. 1553).


FAVOLA IV.


Bernardo mercatante genovese vende il vino con acqua, e per volontà divina perde la metà di danari.


La favola raccontata da questa mia amorevole sorella mi riduce a memoria quello che intervenne ad un mercatante genovese, il quale, vendendo il vino con acqua, perse e danari e quasi di doglia volse morire.

In Genova, città preclara e molto dedita a mercatanzie, trovavasi un Bernardo della famiglia Fulgosa, uomo avaro e dedito alli contratti illiciti. Costui deliberò condurre in Fiandra una nave carica di ottimo vino del monte Folisco per venderlo ivi gran prezzo. Partitosi adunque un giorno con buona ventura del porto di Genova, e prosperamente solcando, giunse nelle parti di Fiandra, dove, gettate l’ancore, fermò la nave; e sceso in terra, accompagnò il vino con al-