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case, e in questo quartiere ricorderemo i Della Tosa, i Vecchietti, i Pigli, i Sassetti, gli Agli, i Brunelleschi, gli Arrigucci, i Foresi, i Pecori.1

S. Maria degli Ughi, la chiesetta che sorgeva accanto alle case ed ai palagi degli Strozzi e che oggi, trasformata e imbarocchita è ridotta a semplice oratorio della famiglia Strozzi, era una delle prime trentasei parrocchie di Firenze, e per l’importanza che aveva di fronte alle altre chiese intitolate alla Vergine, era detta S. Maria Primerana.

Taluno, basandosi forse sopra a questo titolo, affermò che essa era addirittura la primitiva cattedrale di Firenze, avanti che tale onore toccasse a S. Reparata: ma tale asserzione non ha fondamento.

Stupendo monumento d’arte, abbenchè incompiuto, è il palazzo Strozzi, comunemente detto dello Strozzino, oggi posseduto dal Marchese Carlo Ginori-Lisci. L’incertezza in cui la mancanza di documenti lascia il nome del suo autore non ne scema il pregio ed esso può ritenersi indubbiamente come una delle più belle fabbriche fiorentine del XV secolo.2

I documenti del tempo, ci fanno sapere intanto che esso fu fatto erigere poco dopo il 1460 dai fratelli Agnolo e Carlo di Messer Palla Strozzi. Essi difatti nella loro portata al catasto del 1460, gonfalone Lion Rosso, oltre ai loro antichi possessi rammentano ancora quelli acquistati successivamente per servire alla costruzione del palazzo e dei suoi annessi.

Possedevano essi due case presso S. Maria degli Ughi e dal 1435 al 1457 parecchie altre ne acquistarono per incorporarle nella fabbrica.3.

Quanto alla chiusura e soppressione di Piazza Marmora e delle varie stradelle che passavano di là, essa è spiegata da questa annotazione che trovasi in fondo alla stessa portata:

«Di più ho comprato dal Comune di Firenze la Piazza Marmora et chiassi et parte vie le quali insieme colle sopraddette chase et chasolari comprati, tutte si sono murate nella casa della nostra abitazione et parte fattovi piazze et parte corte et parte per abitazione >.

Assai grandioso è pure il palazzo che sorge dietro a S. Maria degli Ughi nella via oggi degli Anselmi, già di S. Maria Ughi. Fu anch’esso eretto dagli Strozzi sopra a loro antiche case che furono riunite chiudendo diversi vicoli. Nel 1532 passò ai Ricasoli, poi ai Guidacci e nel 1650 ai Torrigiani, i cui stemmi, insieme a quelli degli Strozzi, veggonsi tuttora sulla facciata della casa.

Per dare un’idea della importanza della stirpe degli Strozzi che ebbe in questo luogo la culla della sua grandezza, basterà dire che qui ed at- torno, nella prima metà dei XV secolo possedeva circa 50 case e che era divisa in circa trenta famiglie.4