Pagina:Studi storici sul centro di Firenze 1889.djvu/95

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 87 —


nell’Arroto 1670 n.° 136, quart. S. Spinto «come consegnatagli da Stefano di Gio. Batta Turini3) per parte di dote, di Madonna Diamante sua moglie e figlia di detto Stefano per la somma e quantità di scudi mille con che debba stare per suo fondo dotale come per la scritta di parentado del dì I.° Luglio 1670»

All’Arroto 1648 n.° 138 Quart. S. M. Novella, questa casa si trova descritta in conto di Stefano di Gio. Domenico Turini come pervenutagli «per acconto di dote e per fondo dotale di Mad.a Virginia sua donna e figlia di Bastiano di Domenico Pardini come per la scritta del parentado rimessa in gabella al libro Cond.e e 28398 fede in filza n.° 1138».

Nel predetto Bastiano Pardini del Gonf. Drago «liutaio al Canto del Giglio» era pervenuta, come resulta dall’Arroto 1624 n.° 161 quart. S. Spirito, per donazione statagli fatta inter vivos e per modo di commissione a vita, da Piero di Giovanni Baldi della Pieve a Doccia coll’obbligo in detto Bastiano Pardini di pagare f. 120 a Piero Baldi anticipatamente ogni anno, «mentre naturalmente durerà la vita naturale di detto Piero donatore e di Madonna Gostanza sua donna, come per contratto rog. Ser Gherardo Gherardi il 29 Novembre 1624».

La sopraddetta casa ad uso d’Albergo nel popolo di S. Maria Nipotecosa, delli Spadari, era stata venduta a Piero di Gio. di Piero Baldi per la somma di scudi 800 di moneta da Stefano di maestro Romolo Rosselli del Gonf. Vaio il 15 Novembre 1535 come da contratto rogato Ser Zanobi Paccalli.

I confini della casa medesima si trovati variati nell’Arroto 1578 n.° 299 quart. S. Gio., in cui è impostata appunto in conto di Stefano di M.° Romolo di Bernardo Rosselli4.

La posta è in questi termini: «Una casa ad uso d’albergo al Canto del Giglio, popolo di S. Maria Nipotecosa a