Pagina:Sul bilancio delle consumazioni colle produzioni.djvu/14

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canto loro degli oggetti di cambio, cesserebbe quest’ingombramento, e convertirebbesi in mezzo di prosperità.

L’ingombramento non può essere mai che accidentale, perchè esso è il fatto degl’intraprenditori: in ogni genere d’industria è l’intraprenditore e non l’operajo, quello che decide sulla qualità e quantità del prodotto che convien fare. Ora l’interesse dell’intraprenditore è in ogni epoca, ed in ciascuna posizione, di conformarsi ai bisogni del paese, altrimenti il valore venale del prodotto ribasserebbe al di sotto delle sue spese di produzione, e l’intraprenditore ne avrebbe perdita. Il suo interesse è dunque garante che in ogni prodotto le quantità create non possono in modo permanente e consecutivo eccedere i bisogni. È d’uopo per conseguenza far nascere i bisogni, ed in questo il sig. De Sismondi ed io siamo perfettamente d’accordo, noi non siamo d’opinione differente che sui mezzi, o piuttosto il sig. De Sismondi senza risalire alle cause di questi bisogni, impugna quelle che io dò, cioè il ben essere che procurano una industria più attiva ed una produzione meno cara, ed i bisogni che nascono da un ben essere maggiore e dai gusti più raffinati sua vera e necessaria conseguenza. La rusticità degli alimenti, delle vesti e delle abitazioni è indivisibile compagna della mancanza d’attività e d’industria. Non v’ha nulla, pare a me, in una tale dottrina che sia in opposizione col buon senso, coll’esperienza e colla più profonda investigazione dell’economia delle nazioni1.

  1. Un prodotto che non rimborsa le spese della sua produzione, vale a dire, un prodotto il cui valore ve-