Pagina:Sul progetto di una strada di ferro da Milano a Como.djvu/4

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e trar profitto dall’area, si orlerà di due filati di gelsi; intorno a che si potrebbero ragionar varie cose.

La conservazione e l’uso delle rotaie richiedono a detta dell’Autore un fondo battuto e sodissimo in ogni sua parte, formato in gran parte di sassi, e un piovente fermo e resistente alle acque, massime per la continua vicinanza di un fiume di rapina; al contrario il gelso novello richiede un letto di terreno soffice. La piantagione obbligherà di tenere il piano stradale alquanto più largo di ciò che sarebbe strettamente necessario; nel che si consideri il valore dell’area da pagarsi a prezzo d’espropriazione, cioè a caro prezzo; e la spesa della formazione e conservazione del terrapieno; cosicchè la piantagione verrebbe a costare assai più che in un fondo naturale. Il luogo che è in tutto di 8 metri, ossia di poco più di 13 braccia tra fossi, muri, scarpe, margini, piantagioni e rotaia, lascia un ripiano così angusto che due filari di prosperi gelsi verrebbero, se non a toccarsi fra loro, almeno a lambire la macchina locomotiva; la quale passando e ripassando otto volte al giorno col crasso fumo e le scintille del fossile, recherebbe guasto alla foglia nascente. Inoltre la strada non avrebbe godimento d’ombra nelle ore meridiane; perchè il raggio del mezzodì infila la
direzione della strada, se si eccettui qualche breve tratto di curva. E finalmente nella stagione in cui il bisogno dell’ombra è maggiore, i gelsi verrebbero sfogliati.

Tra le altre notizie che l’Autore comunica al publico, vi è l’intero tenore della sua dimanda di Privilegio; del quale non vennero ancora superiormente determinati i particolari. Nella sua dimanda egli si attenne all’esempio dato in altre simili intraprese. Vi intrecciò nondimeno qualche nuova idea che meriterebbe essere ventilata dagli economisti; perlocchè fu bene proporla alla publica discussione, e noi profitteremo dell’opportunità.

Nel § 3 si parla di occupazione immediata dei fondi privati e comunali, salva la liquidazione successiva. Ora l’unanimità dei giurisconsulti nei casi di espropriazione per publica utilità stabilisce il diritto e la convenienza della liquidazione preventiva, anzi del preventivo pagamento.

Nel § 5 si parla d’espropriazione senza compenso in tutti i fondi comunali infruttiferi. Ora fondi infruttiferi in atto e in potenza non ce ne ha; dacchè servono al pascolo, all’estrazione delle ghiaie, delle crete, delle torbe, e alla raccolta delle ginestre e del brugo; possono col tempo servire alla costruzione di strade, piazze, campisanti, o coltivarsi od