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pale di un gran numero di monete segestane non solo, ma ericine, moziesi e panormitane; del quale più che in un mito locale di Segesta, deve cercarsi l’origine in un culto più esteso, forse in quello di Venere[1]. Ma quando il cane, anzi più spesso i cani, accompagnano un giovine in completo costume di caccia, mi sia permesso di dire che non si può da senno cercare allusione mitologica in questi compagni indispensabili di un cacciatore[2].
Egli è ora da determinare a quale de’ tre fiumi segestani menzionati da Eliano sia da attribuire il tipo tolto in esame: io credo al Crimiso, poichè quand’anche si trovasse nelle monete segestane il nome del Porpace[3], pure il mito narrato da Servio rende innegabile, per servirmi delle parole dell’Holm[4], uno stretto vincolo tra il fiume Crimiso e Segesta.
Il duca di Luynes nel cartoncino su cui era posto il suo tetradrammo singolarissimo, scriveva di averlo acquistato nel 1861 dal Curt; e descrivendolo ivi stesso secondo il suo uso, in un latino molto abbreviato, notava pel dritto: PAN AD D. ST. (Pan ad dexteram stans). Da queste parole si fa chiaro che per l’illustre e dotto possessore, la figura che si è veduto essere di un fiume, era tenuta invece per quella del dio Pane; opinione, la quale quantunque non resa di ragion pubblica, pure merita di
- ↑ Holm, 1. cit. p. 89, 374.
- ↑ Il Raoul-Rochette, Mémm. p. 237, scorgeva nel tipo segestano Aceste scortato dal suo cane fedele, come tanti altri eroi che si vedono rappresentati nelle monete.
- ↑ L’iscrizione ΠΟΡ(ΠΑ)ΚΑ secondo il Fraccia, Preventiva sposiz. di taluni monum. segestani ined. tav. I, n. 1, p 5 dovrebbe trovarsi accanto ad una testa barbata e cornuta in una piccola moneta di argento ch’egli possiede; se non che mi restano gravi dubbj su quella inusitata forma d’iscrizione e sul modo come è stato raffigurato il tipo.
- ↑ L. cit. p. 33, 344.