Pagina:Sulle ferrovie.djvu/106

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l’Etna specialmente per la loro purezza. Chi ha frequentato Caltanissetta in questi ultimi anni ha potuto osservare una deviazione che tende a diventare completa nelle vie commerciali, nelle sue relazioni, e mentre prima Catania vi era quasi completamente estranea, ad essa tendono tutte le relazioni, tutto il commercio d’importazione e d’esportazione.

Ciò che si verifica per Caltanissetta si verifica per gli altri paesi circonvicini. Se si tiene conto del tempo necessario per mettere in comunicazione più diretta Palermo con i comuni suddetti, non so se il commercio da Palermo deviato vi può ancora essere richiamato anche colla linea delle due Imere.


La ferrovia di Vallelunga non ristabilisce questi vincoli. Essa non arreca nè a Palermo nè al resto della Sicilia i vantaggi che si sperano.


Colla linea di Vallelunga par mi si possa fin d’ora con sicurezza affermare che le relazioni commerciali di Caltanissetta non saranno più rannodate con Palermo.

Caltanissetta dista da Catania per ferrovia di 121 chilometri, disterebbe da Palermo di 136 a 137 chilometri per la linea di Vallelunga. I zolfi dalla stazione dell’Imera, passando per Caltanissetta, per arrivare a Palermo dovrebbero percorrere in ferrovia 150 chilometri mentre per andare a Catania non percorrono che 108 chilometri. Ammesso un aumento di prezzo sulla piazza di Palermo di 26 centesimi per quintale, ed una produzione di quintali 250 mila, perchè essi affluissero a Palermo, si dovrebbe anticipare in più per trasporto la somma di 107 mila lire circa colla sicurezza di perdere 29 mila lire.

Palermo non può fare concorrenza a Catania per l’importazione di vini, per le nevi sulla piazza di Caltanissetta. Non so se la concorrenza sia possibile per le frutta, per la verdura ed altri generi di consumo.

Tenendo conto della minore distanza da Caltanissetta a Catania, dei vincoli maggiori tra queste città già esistenti per tutti gli elementi principali d’importazione e di esportazione egli è impossibile che il commercio già deviato tenda a ristabilirsi tra Palermo e Caltanissetta, e tenendo il commercio la via di Catania