Pagina:Svevo - La coscienza di Zeno, Milano 1930.djvu/149

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Era un vero imbecille! Tutte le debolezze trovavano facilmente il mio compatimento, ma non la sua.

Poi egli si rivolse allo spirito:

— Se ti chiami Speier fa un movimento solo. Altrimenti movi il tavolino per due volte. — Giacchè egli voleva avere degli antenati, lo compiacqui movendo il tavolino per due volte.

— Mio nonno! — mormorò Guido.

Poi la conversazione con lo spirito camminò più rapida. Allo spirito fu domandato se volesse dare delle notizie. Rispose di sì. D’affari od altre? D’affari! Questa risposta fu preferita solo perchè per darla bastava movere il tavolo per una volta sola. Guido domandò poi se si trattava di buone o di cattive notizie. Le cattive dovevano essere designate con due movimenti ed io, — questa volta senz’alcun’esitazione, — volli movere il tavolo per due volte. Ma il secondo movimento mi fu contrastato e doveva esserci qualcuno nella compagnia che avrebbe desiderato che le nuove fossero buone. Ada, forse? Per produrre quel secondo movimento mi gettai addirittura sul tavolino e vinsi facilmente! Le notizie erano cattive.

Causa la lotta, il secondo movimento risultò eccessivo e spostò addirittura tutta la compagnia.

— Strano! — mormorò Guido. Poi, deciso, urlò:

— Basta! Basta! Qui qualcuno si diverte alle nostre spalle.

Fu un comando cui molti nello stesso tempo ubbidirono e il salotto fu subito inondato dalla luce accesa in più punti. Guido mi parve pallido! Ada s’ingannava sul conto di quell’individuo ed io le avrei aperti gli occhi.

Nel salotto, oltre alle tre fanculle, v’erano la signora