Pagina:Svevo - La coscienza di Zeno, Milano 1930.djvu/23

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Fui sincero come in confessione: La donna a me non piaceva intera, ma.... a pezzi! Di tutte amavo i piedini se ben calzati, di molte il collo esile oppure anche poderoso e il seno se lieve, lieve. E continuavo nell’enumerazione di parti anatomiche femminili, ma il dottore m’interruppe:

— Queste parti fanno la donna intera.

Dissi allora una parola importante:

— L’amore sano è quello che abbraccia una donna sola e intera, compreso il suo carattere e la sua intelligenza.

Fino ad allora non aveva certo conosciuto un tale amore e quando mi capitò non mi diede neppur esso la salute, ma è importante per me ricordare di aver rintracciata la malattia dove un dotto vedeva la salute e che la mia diagnosi si sia poi avverata.

Nella persona di un amico non medico trovai chi meglio intese me e la mia malattia. Non ne ebbi grande vantaggio, ma nella mia vita una nota nuova ch’echeggia tuttora.

L’amico mio era un ricco signore che abbelliva i suoi ozii con studii e lavori letterari. Parlava molto meglio di quanto scrivesse e perciò il mondo non potè sapere quale buon letterato egli fosse. Era grasso e grosso e quando lo conobbi stava facendo con grande energia una cura per dimagrare. In pochi giorni era arrivato ad un grande risultato, tale che tutti per via lo accostavano nella speranza di poter sentire meglio la propria salute accanto a lui malato. Lo invidiai perchè sapeva fare quello che voleva e m’attaccai a lui finchè durò la sua cura. Mi permetteva di toccargli la pancia che ogni giorno di-